Il nuoto e gli Squali salvano la vita del giovane Antonio
Affetto dalla sindrome di Down, punta alla nazionale
TRENTO. Un cambiamento radicale. La voglia di rilancio. La speranza di trovare un luogo dove esprimere al meglio le proprie possibilità. Ed ora, il sogno della nazionale italiana. Antonio Gittini oggi è quasi diciannovenne. Classe 2007, nato Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina con la sindrome di down, fattore che avrebbe scoraggiato altri ma che, nel caso di Antonio e della sua famiglia, ha rappresentato un elemento di svolta.
«Volevamo trasferirci in Trentino prima della pandemia, ma siamo riusciti a venire a Levico solo nel settembre del 2021 – ha spiegato Maurizio, papà del ragazzo. – Sicuramente è stata una scelta coraggiosa, nonché difficile soprattutto per la sorella maggiore di Antonio, ma volevamo per lui le migliori opportunità di vita. Inoltre, abbiamo dei cugini che vivono da tempo in questa provincia e che ci hanno consigliato di trasferirci. Speravamo perciò che in questo territorio potesse esserci qualcosa di diverso rispetto alla Sicilia e così è stato. Certo, non è stato facile, ma grazie al supporto di alcune realtà come il CentrAvanti di Anffas Trentino (un centro socio-riabilitativo diurno per giovani adolescenti, ndr) abbiamo iniziato un percorso nuovo. E poi, poco dopo il nostro trasferimento in Trentino, è arrivato il nuoto che ha cambiato la vita di nostro figlio». Antonio infatti, da sempre appassionato di acqua e nuotate, dopo pochi mesi sostiene un provino con gli Squali della Buonconsiglio Nuoto, dimostrando fin dalle prime vasche di avere una predisposizione importante per questo sport.
«Siamo stati fortunati ad incontrare un allenatore che, oltre ad essersi accorto delle potenzialità di Antonio, trasmette ogni giorno grande passione e spinge i ragazzi, quattro in tutto, a dare il meglio di loro – ha aggiunto Maurizio. – Per Antonio lo sport è diventato una ragione di vita: una competizione, ma anche un’occasione di crescita. Ora si muove in autonomia con i mezzi pubblici, vuole allenarsi oltre gli appuntamenti con la squadra, ha conosciuto nuovi amici e tutto questo lo sta aiutando a convivere con la sua situazione». Sì perché, ha ammesso Maurizio, quando crescendo il ragazzo ha compreso di avere la sindrome di down non è stato semplice. Tuttavia, oggi Antonio frequenta la prima classe dell’istituto alberghiero di Levico, sta svolgendo un tirocinio, si è integrato nella sua nuova realtà e, soprattutto, ha iniziato a collezionare successi in vasca. Nel 2022 la prima gara a Chianciano Terme con il bronzo nella staffetta ai Campionati italiani e l’incontro con il sindaco di Levico Gianni Beretta, per una premiazione speciale.
Poi altre vittorie, fino al secondo posto nei 50 metri stile libero e il bronzo nei 100 metri ai Campionati assoluti dello scorso luglio a Terni, in cui si è posizionato a pochi metri da nuotatori della nazionale italiana. E più recentemente, a Loano dal 21 al 23 novembre, l’oro nei 100 misti. «Ogni anno raggiunge nuovi traguardi, siamo orgogliosi di lui – ha concluso Maurizio. – In Trentino, grazie allo sport, è riuscito ad affrontare la sua situazione ed ora può davvero puntare in alto. Dove? Spero alla nazionale italiana. È ancora giovane, può farcela. E così potrebbe girare il mondo. Spero che la storia di Antonio possa spingere altre famiglie con figli con disabilità a mettersi in gioco, dando loro opportunità per una vita migliore e ricca di emozioni».