Il caso

“Pazienti stipati e attese infinite”: Parolari interroga la Giunta sui disagi a Borgo

La consigliera del Pd Francesca Parolari denuncia con un’interrogazione i disservizi al pronto soccorso. Nel mirino i possibili problemi del nuovo sistema informativo sanitario e la carenza di personale

BORGO VALSUGANA. Disservizi e lunghe attese al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Valsugana finiscono al centro di un’interrogazione provinciale della consigliera del Partito Democratico Francesca Parolari, che chiede alla Giunta chiarimenti sui gravi disagi segnalati nella giornata di lunedì 27 ottobre.

Secondo quanto riportato dalla consigliera, «pazienti in coda, tra i quali anche anziani con gravi patologie, sono rimasti stipati in una sala d’attesa che non consentiva il minimo distanziamento e che per ore non ha permesso loro di essere presi in cura». Alcuni di loro, aggiunge, «sono stati costretti a rivolgersi altrove o a mettersi in coda anche al servizio di continuità assistenziale, aggravando involontariamente ma ulteriormente la già elevata confusione».

La consigliera Parolari sottolinea che «non è noto se la problematica sia legata alla migrazione al nuovo sistema informativo da poco attivato, nell’ambito del progetto di digitalizzazione della sanità trentina finanziato con risorse del Pnrr, oppure alla carenza di personale medico». Ma, precisa, «certo è che gli utenti che si rivolgono al pronto soccorso sono persone alle quali va comunque data una risposta nel più breve tempo possibile».

Con la sua interrogazione, la rappresentante dem chiede alla Giunta provinciale di chiarire le cause dei ritardi registrati presso il pronto soccorso di Borgo Valsugana, di specificare se tali rallentamenti siano in parte imputabili all’implementazione del nuovo sistema informatico e di indicare quali azioni intenda adottare per evitarne il ripetersi.

Tra le richieste figura anche quella di conoscere «i tempi medi di attesa di un utente presso il pronto soccorso di Borgo Valsugana» e di sapere come si intenda operare «per rendere gli spazi di attesa del pronto soccorso degli ambienti maggiormente accoglienti, dotati di quei comfort minimi necessari per affrontare i tempi lunghi dell’attesa».

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