Carovita / L’allarme

Bolletta da 4.500 euro: il piccolo alimentari di paese spegne i freezer

Il caro-energia schiaccia le attività economiche, Samuela Conci del „Buongustaio“ di Levico costretta a correre ai ripari

di Valentina Fruet

TRENTO. La crisi energetica sta mettendo in ginocchio molte realtà trentine e alcune stanno già correndo ai ripari. A Levico Terme la bottega storica “Il Buongustaio” in via Cesare Battisti ha già spento uno dei freezer per cercare di tamponare i costi esagerati delle bollette.

La proprietaria del piccolo negozio nel centro storico della città della Valsugana, Samuela Conci, non più di tre giorni fa ha lanciato sui social un appello ai propri clienti abituali, chiedendo aiuto per svuotare quanto prima due dei cinque frigoriferi e freezer che sono sempre stati ben forniti di quel “di tutto un po’” tipico dei minimarket che si trovano nelle zone centrali di città o paesi.

«La mia è solo una delle tante - ha spiegato Samuela - siamo tutti in difficoltà e questa decisione, che i miei clienti, che ringrazio, mi hanno aiutato a poter concretizzare, è stata un primo tentativo di ridurre l’aumento». L’appello infatti ha avuto il suo effetto e già uno dei congelatori è stato svuotato e spento.

Samuela, ricorda che «dopo l’ultima bolletta ci siamo mossi immediatamente per valutare il da farsi e trovare soluzioni che potessero permetterci di tenere aperta la bottega anche durante l’inverno, i mesi in cui ci sono meno entrate e quelli che per tutti saranno i più difficili». E la chiusura del punto vendita non è una delle opzioni. Il negozietto infatti è apprezzato da molti cittadini anche perché, nel periodo più duro della pandemia, non ha abbandonato i propri clienti, tutt’altro; mentre i grandi supermercati non andavano incontro alle esigenze di chi era costretto in casa, “Il Buongustaio” non si è mai fermato e, come altri piccoli negozi della zona, faceva anche servizio a domicilio.

«Esserci per i clienti che sanno di poter trovare di tutto, dai tabacchi ai salumi, dai detersivi alla cancelleria, è importante per noi ma tagliare sui prodotti da congelatore ci è sembrata, al momento, l’unica strada percorribile; abbiamo valutato anche l’installazione di pannelli fotovoltaici ma su consiglio del nostro elettricista, prima proviamo a vedere l’impatto dei congelatori. L’altra soluzione poteva essere quella di aumentare i costi, peraltro già alzati dal grossista, ma non me la sono sentita di andare a pesare ulteriormente sui clienti».

L’ultima bolletta si è fatta sentire e la domanda di come coprire i costi è sorta spontanea. «La scelta è ricaduta sul freezer perché il guadagno della merce non copre il costo; pur lavorando bene non posso più permettermi di tenere prodotti congelati». La bolletta di luglio e agosto infatti «ha superato i 4.500 euro a fronte di 1.500 euro nel 2021 con lo stesso allestimento; quella di maggio e giugno invece era stata sui 2.200 euro, sempre più dell’anno scorso ma meno impattante».

L’appello è già stato lanciato e non solo da “Il Buongustaio”. Ci sono tante altre realtà, non solo piccole, che «stanno valutando dove tagliare e alcuni miei colleghi della zona addirittura se restare aperti o meno» ha spiegato Samuela. In Valsugana, zona turistica, «quest’estate abbiamo lavorato bene, ma come possiamo pensare di riuscire a coprire i costi triplicati durante dell’inverno come meno guadagni?».

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