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Sagron Mis, il sindaco scrive

alla Provincia: un solo medico

non è abbastanza per la valle

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Il medico in sostituzione del dottor Valerio Silva, andato in pensione, non c’è. Questo si evince dalla «segnalazione di disservizio in campo medico sanitario a Sagron Mis» che il sindaco Luca Gadenz ha inviato ieri l’altro al presidente della Pat Maurizio Fugatti, all’assessore alla sanità Stefania Segnana, al direttore dell’Apss Paolo Bordon, al direttore dell’Azienda sanitaria di Primiero Albergo Crestani e al presidente della Comunità Roberto Pradel.
Insomma, Gadenz scomoda le massime autorità istituzionali per difendere e tutelare la salute dei suoi cittadini, che, benché pochi (181), non sono certo di «serie B» perché ai confini del mondo trentino. Sagron Mis è, infatti, il comune più lontano dal capoluogo.

Il problema è noto: il dottor Silva, prima del pensionamento, si alternava con la dottoressa Giovanna Capraro, che continua ad assicurare il servizio. Ma ora, senza il secondo medico, la copertura non è ritenuta sufficiente, con l’effetto che fuori dall’assistenza assicurata dalla dottoressa Capraro, i cittadini di Sagron Mis si devoro recare fino a Primiero, ove però rischiano di incappare nel nuovo sistema ambulatoriale, svolto per lo più su appuntamento.

«Ed è proprio anche tale nuovo metodo di ricevere i pazienti che è oggetto di grande preoccupazione da parte dei nostri censiti - spiega Gadenz al giornale -. L’intento mio e della giunta è quello di costituire un tavolo di lavoro con i referenti per aprire un dibattito sereno ma serio per risolvere in modo dignitoso la problematica».

Nella lettera inviata, la giunta di Sagron Mis esprime «forte preoccupazione, oltre che grave sconcerto, nell’apprendere la notizia che tale servizio potrebbe, forse anche definitivamente, non essere proseguito o comunque altrimenti garantito dal successore del dottor Silva. Ritiene invece che tale servizio di base sia, tra i vari servizi da assicurarsi ai territori, quello più importante, in quanto posto alla base dell’insopprimibile diritto alla salute dei cittadini. La criticità e la fragilità del nostro territorio, infatti, è per lo più data dalla presenza di molte persone anziane, inserite in un contesto di piccola Comunità (181 abitanti), anche tenuto conto della distanza geografica dal centro di Primiero, e, non ultimo, della particolare dislocazione geografica di Sagron Mis, come noto collocato al di là di un passo dolomitico. Anche la stagionalità, naturalmente, non va sottovalutata».

E termina: «Ammettere una tale situazione di disagio e di disservizio, proprio sul tema della salute delle persone, non è nemmeno coerente con le politiche, propugnate oramai da tutte le istituzioni, dal Capo dello Stato in giù, che mirano a combattere il fenomeno dello spopolamento delle zone di montagna, obiettivo, questo, che può essere raggiunto proprio e solo attraverso il mantenimento dei servizi pubblici essenziali. La giunta comunale prende altresì doverosamente atto della sottoscrizione di una petizione popolare, anch’essa orientata alla sensibilizzazione delle istituzioni sull’argomento».

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