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Raddoppio della Valsugana

nel tratto Castelnuovo-Grigno:

fioccano altri «no» dei residenti

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La Lega Salvini, in campagna elettorale, aveva battuto il ferro a tutto spiano caldeggiando la soluzione definitiva per la retta di Ospedaletto, teatro di tanti incidenti gravi. Ma ora che la giunta Fugatti ha spiazzato tutti con il progetto di un allargamento a 4 corsie di tutto il tratto, fioccano i malumori. In primis, delle amministrazioni locali. Ma anche dei residenti e dei proprietari delle campagne da espropriare.

In questi giorni un altro secco no all’ipotesi delle quattro corsie sulla SS47 tra Castelnuovo e Grigno. «E ci batteremo con forza per contrastare questo progetto che non risolverebbe nulla, anzi peggiorerebbe notevolmente la situazione del traffico in zona».
In calce al documento 64 firme, altrettanti residenti nelle località Zotta e Margere nel comune di Castel Ivano. La lettera è stata spedita in Provincia, al Servizio Opere Stradali e Ferroviarie, ed al sindaco Alberto Vesco.
Si tratta di diverse famiglie che, da sempre, convivono con la Supervalsugana e che oggi si trovano a fare i conti con un traffico insostenibile, un inquinamento acustico ed atmosferico alle stelle ed un traffico locale costretto ad utilizzare la SS47 per mancanza di alternative.

«Una viabilità a quattro corsie a ridosso delle abitazioni e delle attività - si legge nella nota - è una scelta catastrofica per la vivibilità nella zona e per la mobilità locale che verrebbe inevitabilmente ancor più compromessa. Quando a Borgo hanno realizzato la variante il paese è tornato a vivere, paesi come Tezze e Marter, invece, devono convivere con le quattro corsie in mezzo alle case con una situazione ogni giorno sempre più insostenibile». Un secco no alle 4 corsie legato anche ai tempi previsti per la loro realizzazione, quasi 12 anni, «Tempi non compatibili con le urgenti necessità di sistemazione della viabilità nella valle, è solo un alibi per non decidere da parte di chi. invece, certe decisioni urgenti le dovrebbe prendere. Nei primi sei anni non ci sarà nessun miglioramento nella viabilità - ricordano i 64 firmatari -in quanto serviranno per lo spostamento della rete ferroviaria ed è altrettanto chiaro che Rete Ferroviaria Italiana, non avendo nessun interesse, potrà anche non farlo o allungare ogni decisione nel tempo». I residenti in località Zotta e Margere, nella frazione di Villa Agnedo, invece, dicono sì all’altra ipotesi, quella di realizzare una nuova viabilità, per il traffico di attraversamento, spostata verso il fiume Brenta. «Soluzione migliore in quanto meno problematica per tutti noi. In questo caso - continuano i firmatari - la proposta consentirebbe sicuramente un miglioramento della viabilità locale che, oltre a registrare una drastica riduzione del traffico, consentirà una riduzione della velocità e della pericolosità». In che modo? «Con l’inserimento, dove necessario, di rotatorie, per esempio d’accesso alla stazione ferroviaria o all’altezza di incroci problematici dove attualmente le svolte vengono semplicemente vietate, con dubbi risultati. La circolazione di mezzi agricoli o veicoli lenti sarà sicuramente agevolata e resa meno problematica». Nel caso della nuova viabilità ci sarà anche un’occupazione minore di terreno: 2,67 ettari ogni chilometro contro i 3.93 previsti nell’ipotesi delle quattro corsie. «Il tempo di realizzazione dell’opera sarà ridotto a meno della metà, con un effetto benefico più immediato, ed i costi di realizzazione dell’opera risultano dimezzati con un sicuro risparmio per tutti noi». Una ultima considerazione. «Da parte nostra auspichiamo il completamento della Valdastico nord e confidiamo nella lungimiranza dell’attuale amministrazione provinciale che, seppur insediata recentemente - concludono i 64 firmatari - proponendo queste due ipotesi, dopo anni di richieste inascoltate, sta dimostrando di avere a cuore la vivibilità anche delle nostre periferie». 

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