Levico, la delibera contestata Acler: «Sbagliata, va ritirata»

di Valentina Fruet

«Chiederò l’annullamento della delibera». Parola di Tommaso Acler. Non si placa la bufera che ha travolto Levico prima del ballottaggio, arroventando la campagna elettorale. Casus belli della diatriba, nata tra i due candidati che si scontreranno il 9 giugno, la delibera del commissario Marino Simoni volta al recupero della zona dei grandi alberghi di Vetriolo con lo spostamento però di parte delle volumetrie che il proprietario, l’imprenditore perginese Peghini, andrà ad abbattere, sull’ingresso del paese in zona rispetto fascia lago.
Tommaso Acler, ieri ha indetto una conferenza stampa per spiegare che lui e la coalizione è contraria a quanto firmato nella delibera. La coalizione che sostiene Acler è formata dalle due civiche Fare! Per Levico e frazioni e Impegno per Levico e dalla Lega.

«Lunedì mattina - ha detto Acler - in seguito a questa delibera inopportuna, ingiusta e grave, presenterò a nome di tutta la coalizione un atto di opposizione formale in Comune alla delibera adottata dal commissario con la richiesta specifica che questa venga annullata in autotutela, dato che ciò è previsto dal regolamento comunale».

Acler ha dichiarato ancora una volta «di essere assolutamente contrario all’edificazione di nuovi spazi commerciali fuori dal centro storico, che la coalizione avversaria sta strumentalizzando la vicenda screditando la mia persona. Questa non è la prima volta e sono stufo di attacchi diffamatori. Hanno avvelenato più volte una campagna elettorale che noi abbiamo voluto mantenere serena e senza attacchi personali».

Dall’altra parte, dice Acler, «si insinua il dubbio che noi c’entriamo con questa delibera quando in realtà quanti stanno lavorando forse appartengono alla coalizione di Beretta, il che lo porterebbe ad una maggioranza divisa in caso di vincita. Se ci sono degli ispiratori in questo accordo, vanno ricercati in persone vicine alla coalizione avversaria, non alla nostra. Sono tre anni che di questo accordo se ne sta occupando l’ufficio competente, sotto incarico dell’amministrazione Sartori: se la precedente giunta fosse stata contraria, avrebbe dovuto rigettarlo, senza nemmeno intraprendere l’iter burocratico. In ottobre 2018 Beretta si era dimesso da quella commissione per disaccordo sul modo di fare politica di alcuni membri provenienti dalla passata maggioranza che ora stanno con lui: se c’è qualcuno di incoerente non sono io».

Acler conclude poi dicendo che «noi siamo una Levico onesta che si candida ad amministrare il nostro paese mossa da autentica passione politica». In ballo c’è il futuro sviluppo di Levico che l’approvazione dell’adozione preliminare di questo accordo potrebbe aver compromesso, andando contro la volontà di impedire la realizzazione di nuove aree commerciali fuori dal centro storico, più volte manifestata anche in confronti pubblici sia da Acler che da Beretta.

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