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Domenica 17 a Telve rivive l'antico

rito primaverile dell'«Incontramarzo»

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Una antica tradizione che rimane viva, e si tramanda. La Pro Loco di Telve Valsugana festeggerà domenica 17 marzo una nuova edizione, la 30ª, di «Incontramarzo telvato 1989 -2019».

Una giornata, come afferma il presidente della Pro Loco Giulio Pecoraro, ricca di eventi e rievocazioni, una ricostruzione scenica di antiche usanze rurali che fu ideata dallo storico Roberto Spagolla, rivista da Paolo Pecoraro con musica e canti di Nello Pecoraro, che si svolgeranno nella grande piazza Maggiore del paese.

Questo il programma della giornata: ore 14 inizio sfilata con partenza dalla località «Al Ponte» con in testa i ragazzi con i campanacci, gli stessi che un tempo si udivano suonare al collo delle mucche e pecore che tornavano dalla montagna, seguiti dal figuranti in costume, il gruppo «Palio San Giovanni» di Telve di Sopra, la Banda Folkloristica di Telve, la compagnia Schutzen Telve, esibizione del Gruppo Folk Glockenthurm. Sin dal mattino funzionerà un mercatino ambulante e un punto di ristoro. Questa manifestazione fu introdotta nel 1989 per iniziativa del già citato Roberto Spagolla. scomparso prematuramente più di dieci anni fa.

I testi antichi risalenti ai primi del ‘900 vennero da lui riscoperti così come vennero da lui scritte ed interpretate alcune scenette che annualmente in suo ricordo vengono riproposte in piazza Maggiore. «’ndar incontra marzo», secondo il dizionario valsuganotto di Angelico Prati, significa andare in giro per il paese nelle due ultime sere di febbraio e nella prima di marzo, facendo un gran fracasso per chiamare la primavera. Sempre all’interno di questa manifestazione, in alcuni paesi della Valsugana un tempo i giovanotti si fermano, di notte, sotto la finestra delle ragazze rivolgendo loro dolci parole d’amore e presentando: nel primo giorno un fantoccio, nel secondo la dote, e nel terzo il «moroso». E sempre sotto quelle finestre, la notte fra l’ultimo di febbraio e il primo di marzo usavano cantare anche una canzonetta con queste parole: «siamo intrati ne lo marzo con questa gran virtù; canto ‘ncor stasera e po’ no canto pù». 

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