Ritorno dalle malghe "assediate" dai lupi

di Giorgia Cardini
L’erba è già alta, nel pascolo di malga Postesina: le cento vacche della famiglia Zanoni, che da maggio hanno brucato i prati circostanti une delle dieci strutture di proprietà del comune di Levico, sono infatti tutte ritornate in stalla a Levico, località Laghi Morti, tra il 6 e l’8 settembre.
Non sono gli unici, i Zanoni, ad aver riportato a valle gli animali che di solito affollano i pascoli di passo Vezzena: oltre a loro, sono state scaricate anche malga Marcai, la Costo di Sotto e la Costo di Sopra e, lunedì scorso, Malga Fratte della famiglia Cetto, che ha lasciato al pascolo solo 30 capi asciutti.
 
La «desmontegada» dall’altopiano che confina con quello di Asiago è iniziata dunque quest’anno in anticipo rispetto alla conclusione di una stagione estiva che, secondo le previsioni meteorologiche, si protrarrà fino a metà ottobre. La ragione principale del frettoloso rientro (in Vezzena sono ancora presenti capi alla malga Basson di Sotto e Basson di Sopra, Biscotto, Cima Verle e Malga Palù, ma in fase di smobilitazione) è la costante minaccia rappresentata dai branchi di lupi che quest’anno si sono fatti più aggressivi, attaccando anche in pieno giorno. 
 
A Malga Fratte l’assedio è stato quotidiano, racconta Christian Cetto: «I lupi sono sempre stati intorno al pascolo, a causa del fatto che teniamo animali di piccola e media taglia, facilmente predabili». I Cetto hanno perso due asinelle, tra la fine di giugno e la fine di luglio, attaccate da un branco, ma oltre al danno materiale c’è il peso psicologico della presenza del canide: «Difficile dormire quest’anno, ma il pensiero va al prossimo: sicuramente i lupi saranno di più, la minaccia aumenterà e non avremo modo di difenderci».
 
A Malga Costo di Sopra sono state uccise invece due manze e Oscar Zanoni di malga Postesina, che non ha subito perdite, racconta: «È stata un’estate di ansia, ogni mattina ci alzavamo andando a contare i capi, per vedere se ne mancava qualcuno. Non è successo, siamo stati fortunati, ma abbiamo comunque deciso di riportare le mucche a valle prima del necessario, anche se giù ci costano 3 euro al giorno l’una per il foraggio. Calcolando che sono 100, sicuramente ci perdiamo, ma meglio questo che perdere una vacca». 
 
Un collega di Zanoni, il giorno seguente il compimento dei 70 giorni di presidio necessari a prendere i contributi per l’alpeggio, ha deciso di scaricare: ed era ancora agosto. Ma a perderci non sono solo i produttori, ma anche l’ambiente: «Se non teniamo noi i pascoli, chi lo farà?».
 
Le preoccupazioni di Cetto e Zanoni sono condivise, sugli altipiani, da tutti gli allevatori: e i dati forniti recentemente (che parlano di 227 predazioni tra Veneto e Trentino Alto Adige in 5 mesi) non sono confortanti. Solo tra il 4 e l’8 settembre, proprio sugli altipiani, sono stati contati altri tre attacchi, con tre manze aggredite e uccise. A Gallio, il 6 settembre, 500 tra malghesi, allevatori e semplici cittadini hanno gremito il palazzetto dello sport per chiedere una limitazione alla presenza del lupo: «Servono rimedi seri - dice Oscar Zanoni - altrimenti sarà davvero difficile resistere».
 
La Provincia di Trento assegna contributi a chi monta recinzioni elettrificate e per l’acquisto di cani da guardiania, ma gli allevatori presenti in Vezzena quest’anno non se la sono sentita di fare investimenti: a fine novembre scadranno infatti tutte le concessioni e bisognerà tornare in gara. 
Inoltre, per contenere gli attacchi del lupo, servirebbe una doppia recinzione per evitare che i capi spaventati sfondino le protezioni: insomma, ulteriori complicazioni che in una situazione di totale insicurezza rispetto a una presenza sull’altopiano nel 2019, nessuno ha avuto voglia di affrontare.
 
A proposito del rinnovo delle concessioni per le dieci malghe di proprietà del Comune di Levico (con 700 ettari totali di pascolo disponibili), ora gestite da otto allevatori locali e due di Thiene, l’assessore comunale Marco Martinelli spiega che il bando sarà fatto in modo da favorire non solo l’offerta economica, ma anche la qualità della proposta. «Stiamo predispondendo un bando diverso dalle solite aste, in collaborazione con la Provincia. Speriamo di fare le gare entro l’anno, in modo da dare certezze agli allevatori».
Martinelli comprende i timori dei colleghi circa la presenza del lupo, ma dice: «Lupo non lupo, credo che tutti gli attuali gestori torneranno comunque volentieri in Vezzena, perciò spero che tutti competeranno per il rinnovo della gestione».
 
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