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Levico, due particelle gemelle

con due tetti in amianto

Interrogazione di Cia e Degasperi: risposta sorprendente

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La politica locale si muove per la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente: ben due le interrogazioni a livello provinciale, che sono state presentate a pochi giorni una dall’altra, da parte di Agire per il Trentino e del Movimento 5 Stelle per chiedere lumi alla Provincia riguardo una tettoia di 60 mq in cemento amianto che si trova a Levico, nei pressi dell’ex Macera Tabacchi. 
 
Nelle due interrogazioni dei consiglieri Claudio Cia e Filippo Degasperi, molto simili nel testo, si chiede quale sia il motivo della mancata rimozione del tetto che, con delibera della giunta provinciale nel 2015, era stato inserito nel censimento inviato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e segnalato come pericoloso. La particella sulla quale si trova il tetto, la p.ed. 3049/2, è inoltre di proprietà della Provincia stessa, che in un anno avrebbe dovuto provvedere alla rimozione. 
 
I due gruppi politici giustamente chiedono qual è il motivo di un simile ritardo: com’è possibile che la Provincia stili un elenco di tutte le coperture pericolose e da smantellare e faccia cilecca proprio con 60 metri quadrati giudicati deteriorati e pericolosi per la salute pubblica che sono di sua proprietà? «Fa le regole e poi non le applica?», si chiedono Cia e Degasperi. 
 
La risposta arriva dall’Ufficio Tecnico del Comune di Levico: a quanto pare, una coincidenza ha provocato una certa confusione. Sembra proprio che la bonifica sulla particella 3049/2 per un tetto in cemento-amianto di 60 metri quadrati sia stata effettuata quasi due anni fa in tempo record. Ma allora perché tutt’oggi la copertura fa bella mostra di sé e sembra non essere cambiato molto dal 2015? Caso vuole che sul territorio comunale di Levico esistano due particelle, una fondiaria e una edilizia, con lo stesso identico numero (3049/2) e su entrambe nel 2015 risultava esservi una copertura in amianto della stessa metratura. 
 
«Un paio di anni fa - ha detto Cristiano Libardi dell’Ufficio Tecnico del Comune che aveva seguito tutta la procedura - è arrivata dalla Provincia la segnalazione inerente alla particella edilizia 3049/2, quella della Macera, ma con i dati della particella fondiaria 3049/2 che si trova nella frazione di Santa Giuliana sulla quale si trovava effettivamente una copertura in amianto di 60 metri quadrati da rimuovere». La proprietaria, una volta informata, ha provveduto a smaltire tutto regolarmente nel giro di un paio di mesi e la pratica è stata archiviata.
 
Dopo le interrogazioni una verifica ha permesso di scoprire il mistero: ora sulla copertura in zona Macera, oggetto dell’interesse di due dei gruppi di minoranza del consiglio provinciale, gli enti interessati, l’Asl e la stessa Provincia stanno svolgendo le verifiche del caso per poi iniziare con una nuova procedura e, se l’indice di degrado sarà troppo alto, procedere con la bonifica come si sarebbe dovuto fare, secondo una delibera di giunta provinciale del 2015, entro la fine del 2016.

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