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Levico, i 5 Stelle in piazza sabato:

chieste le dimissioni del sindaco

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L'area della Taverna, sul lago di Levico

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Sabato mattina il Movimento 5 Stelle sarà davanti al Municipio di Levico per chiedere le dimissioni del sindaco Michele Sartori.

«La misura è colma: se il sindaco Sartori pensa di cavarsela andando in TV ad autoassolversi, si sbaglia di grosso. Le carte parlano chiaro: le norme nazionali e locali sulla trasparenza e l’anticorruzione sono state sistematicamente eluse e anche le regole in materia urbanistica: Pgtis e variante Taverna sono state portate in aula e approvate ben oltre i termini. Abbiamo sollevato questi problemi a più riprese, nei giorni scorsi è intervenuta anche l’Autorità nazionale anticorruzione, ma il sindaco si ostina a far finta di nulla: evidentemente crede di essere l’unico depositario di giustizia e rigore morale. Al contrario, questo continuo negare l’evidenza rappresenta un atto di debolezza di una istituzione pubblica che dovrebbe invece con forza e responsabilità essere un baluardo di trasparenza e rispetto delle regole. Il sindaco ne prenda atto e si dimetta!».

A dichiararlo, ieri, i portavoce e gli attivisti del MoVimento, che hanno deciso di scendere in piazza e di chiedere le dimissioni di sindaco e giunta, con una manifestazione e un’assemblea pubblica. La manifestazione si svolgerà sabato 28 gennaio alle ore 10 a Levico, con ritrovo davanti al municipio. Saranno presenti, oltre agli attivisti M5S e al consigliere comunale Maurizio Dal Bianco, il consigliere provinciale Filippo Degasperi e il deputato Riccardo Fraccaro.

«Sabato entreremo pubblicamente e di fronte a tutta la cittadinanza nel merito delle criticità su trasparenza e urbanistica riscontrate a Levico – annunciano i portavoce M5S –. Mostremo alla cittadinanza documenti pubblici che smentiscono le dichiarazioni del sindaco ad alcuni organi di stampa. Sartori deve rispondere ai cittadini e all’Anac di Raffaele Cantone, che nei confronti del comune di Levico ha aperto un procedimento. Non può mettere in dubbio la capacità di controllo dell’Anac. Invece di attaccare il M5S e i suoi attivisti, accusandoli di polemiche pretestuose, dovrebbe ringraziarli, per aver portato a conoscenza, proprio attraverso quelle forme di “controllo diffuso” promosse dalla normativa sull’anticorruzione, una serie di problemi che vanno risolti nell’interesse primario dei cittadini, pensando prima di tutto al futuro della città. Saranno i cittadini a giudicare la documentazione prodotta facendo una corretta informazione e non delegittimazione».

Ieri il Movimento aveva indetto una conferenza stampa per parlare proprio delle due varianti urbanistiche. Per entrambe sono state fatte due interrogazioni a livello provinciale ed «i due provvedimenti hanno avuto lo stesso iter» hanno detto il consigliere comunale Maurizio Dal Bianco e il consigliere provinciale Filippo Degasperi, ma mentre la variante Taverna resta comunque bloccata per motivi geologici e il suo iter dovrà ripartire da capo, la variante al Pgtis è stata riesumata «grazie all’emendamento Passamani di fine anno alla legge finanziaria: sarebbe stato corretto e logico che l’amministrazione di Levico, alla luce della decadenza della prima adozione, avesse elaborato un nuovo progetto di variante anziché proporne in seconda adozione in luglio uno scaduto». Per effetto dell’emendamento, come si evince anche da una nota della Provincia del 12 gennaio, la seconda variante ha ora valore di prima adozione se il Comune la trasmetterà al servizio Urbanistica della Pat e la pubblicherà sul sito istituzionale entro 30 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge, ovvero entro il 30 di questo mese.

«Pgtis e variante Taverna sono state portate in consiglio comunale e approvate una volta scaduto il termine. Ora siamo qui per annunciare che, a meno che l’amministrazione non faccia un passo indietro, presenteremo una mozione di sfiducia per la giunta e per il sindaco perché non sono state rese disponibili delle carte fondamentali per mettere i consiglieri nelle condizioni di giudicare e votare, e si sono portati avanti provvedimenti importanti riguardanti l’urbanistica ormai decaduti, nonostante gli avvertimenti di minoranze e della presidente del consiglio Silvana Campestrin».

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