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Novaledo, domani serata

contro la centrale a biomasse

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Lo stabilimento Menz&Gasser a Novaledo: polemiche sul progetto di centrale a biomasse

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È un secco «no» all'impianto di combustione a biomassa quello che arriva dal Gruppo di salute pubblica di Novaledo. 
«Dal 2016 - si legge in una nota - tra gli abitato di Novaledo e Marter entrerà in funzione un impianto che brucerà quasi 19 mila tonnellate annue di legname e materiale erboso. Circa 600 quintali al giorno, per 333 giorni all'anno».

E per parlare di impianti a biomassa è stato organizzato un incontro pubblico domani sera alla sala polivalente di Casa Zen. Sarà presente il professor Michele Corti, docente del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l'Ambiente dell'Università degli Studi di Milano. «Tra più di un anno sarà come se i camini di Novaledo passassero dai 350 di oggi a 5.300 e tutto questo in una zona per anni è stata invasa dalla puzza dell'impianto di compostaggio di Campiello, dismesso solo grazie alla battaglia dei cittadini.

«Un territorio - ricordano i promotori della serata - attraversata da una superstrada sovraccarica di traffico e già soggetta ad un devastante carico di inquinanti della Acciaierie di Borgo». All'incontro saranno presenti le associazioni Medici per l'Ambiente, Valsugana Attiva e Comitato 26 gennaio. «I tecnici da tempo stanno affermando che una centrale alimentata a biomassa inquina molto di più di un impianto alimentato a metano, producendo da 20 a 40 volte più polveri sottili e che le emissioni di questa tipologia di centrali posseggono inoltre diverse sostanze cancerogene, quali gli ossidi di carbonio e di azoto, idrocarburi aromatici, formaldeide e metalli pesanti».

L'impianto della Menz & Gasser è stato presentato al pubblico, nei mesi scorsi, in una serata pubblica. «E beneficerà, tra l'altro, degli incentivi economici pubblici previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; la Provincia - conclude il Gruppo di Salute Pubblica di Novaledo - poche settimane fa ha deliberato di negare in futuro qualsiasi contributo pubblico alla realizzazione di questo tipo di impianti di produzione di energia nelle zone servite dal metano (come è per Novaledo). E di recente è stata bloccata le prevista centrale di Canazei e cancellata quella di Pergine, a causa della difficoltà di reperire il materiale da bruciare».

In alelgato, il comunicato stampa integrale.

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