Beccato a 120 all’ora: «L’autovelox è in regola, le multe vanno pagate»
L’automobilista era stato immortalato al Mossano: chiedeva l’annullamento del verbale perché l’apparecchio non è omologato. Per il giudice di pace lo strumento è approvato, tarato e verificato e quindi è perfettamente in regola per poter controllare la velocità delle auto e “sanzionare”
ISERA. L'autovelox del Mossano è regolare e le multe che discendono dall'apparecchio sulla provinciale 90 sono «a prova» di ricorso. A dirlo è il giudice di pace di Rovereto che ha rigettato un ricorso presentato da un automobilista, giudice che nella stessa sentenza ricorda come altre sanzioni sia state convalidate. E per motivare la sua decisione affronta diversi aspetti che vanno dal codice della strada ai decreti legge, passando per le norme del regolamento attuativo e anche sentenze della cassazione. Le parole chiave del discorso sono però tre: approvazione, taratura e verifiche periodiche.
Questi - scrive il giudice - sono elementi rilevanti ai fini probatori. E il concetto di omologazione finisce in secondo piano. Passando al caso concreto, l'automobilista aveva presentato ricorso contro una multa per eccesso di velocità che gli era stata comminata grazie all'autovelox del Mossano che lo aveva immortalato mentre sfrecciava a quasi 120 chilometri l'ora. Velocità ragguardevole considerando che stava percorrendo una strada provinciale in un tratto in cui il limite di velocità è fissato a 70 chilometri l'ora.
Nel ricorso l'automobilista contestava l'illegittimità del verbale di accertamento «per difetto di omologazione dell'apparecchio di rilevazione della velocità utilizzato (autovelox) e per l'inidoneità, ai fini probatori, della sola approvazione ministeriale del prototipo». L'amministrazione comunale ha risposto evidenziando «la piena legittimità del rilevamento eseguito mediante dispositivo, indicato come approvato dal ministero dei trasporti, sottoposto a taratura e verifiche di funzionalità». Ed eccependo l'equipollenza tra i procedimenti di approvazione ed omologazione. Tesi, quest'ultima accolta e motivata dal giudice Moschettino.Che nella sentenza fa un po' la storia del codice della strada in relazione all'evoluzione del controllo della velocità per approdare quindi al 2002 con il decreto legge che stabilisce che gli apparecchi devono essere «approvati od omologati».
«O» e non «e». «La procedura per ottenere l'omologazione o l'approvazione è identica - si legge - essendo fondata sul medesimo tipo di domanda e sui medesimi accertamenti, anche mediante prove in laboratorio, mentre ciò che cambia è la sola presenza di prescrizioni stabilite nel regolamento di esecuzione al codice della strada. Nessuna norma autorizza a ritenere che l'approvazione sia una procedura semplificata che costituisce momento propedeutico rispetto all'omologazione, perché le norme sono chiare nello stabilire che vi sono elementi le cui caratteristiche tecniche sono indicate nel regolamento e che, pertanto, potranno essere solo omologate (come ad esempio i segnali stradali) e vi sono invece elementi per i quali il regolamento non prevede le prescrizioni tecniche e che, pertanto, potranno essere solo approvate».
Il giudice ha fatto poi accertamenti per quanto riguarda la taratura e la verifica di funzionalità, che sono stati eseguiti. Da qui discende la decisione finale di rigettare il ricorso e confermare le sanzioni. Le spese sono state invece compensate alla luce «della continua evoluzione giurisprudenziale».