Chiude dopo 50 anni la Scaletta, finisce un’era: tra gli ospiti Totti, Sacchi e Lino Banfi
Lo storico ristorante pizzeria di Bertoldi chiude dopo 50 anni di intensa attività: “È un peccato perché il nostro è stato un locale che ha segnato un'epoca, ora cerchiamo qualcuno che possa proseguire la storia di questa locale”
LAVARONE. Annunciata la chiusura di un locale che sugli altipiani Cimbri ha scritto pagine di storia. Ci riferiamo alla "Scaletta", pizzeria e ristorante di Lavarone che aveva aperto i battenti nel 1975, grazie all'intuizione di due giovani, Silvano Dossi e Giampaolo Osele. Dopo dieci anni ecco arrivare al locale Renata Dossi, sorella di Silvano. «La Scaletta è stata la mia vita, tutt'ora che sono in pensione non ho il coraggio di alzare lo sguardo quando passo da Bertoldi, mi commuovo».
Lei era l'anima del locale, ma un'anima non cammina mai da sola: con lei c'era il marito di Renata, Paolo Vergani. «Chiudevamo verso le tre del mattino, i clienti arrivavano da ogni angolo delle zone limitrofe, vedevamo sedute ai nostri tavoli squadre di calcio, sciatori, sportivi di ogni genere, politici, attori, personaggi illustri.
Tra gli ospiti del locale, Raimondo Vianello con la moglie Sandra Mondaini, i comici di Zelig al completo, Arrigo Sacchi all'epoca ct della Nazionale di calcio, Francesco Totti, Lino Banfi, Nevio Scala con il suo Parma dei record, i giocatori del Cittadella, grandi sciatori come Giulio Corradi, Aldo Forrer».
«Dove ci troviamo?». Alla Scaletta, era la risposta di tutti i giovani. Ad accoglierti tra vecchi ricordi appese ai muri del locale le maglie di Paolo Maldini e di Alex del Piero: Renata fervente juventina, Paolo tifoso del Diavolo.
«Ora cerchiamo qualcuno che possa proseguire la storia di questa locale, noi ci siamo ritirati per raggiunta età, se potessimo riportare indietro le lancette dell'orologio sarebbe da ricominciare. Abbiamo sempre messo l'anima in questo lavoro, alle volte duro ma sicuramente ricco di soddisfazione. Non abbiamo mai cercato solo il guadagno ma il nostro approccio è stato quello di assecondare la gente, gli ospiti, di vivere con loro momenti di serenità delle vita. Alla Scaletta sono nati anche tanti amori, ricordo ancora gli sguardi innocenti degli innamorati alle prime armi» racconta Paolo.
«Siamo intenzionati ad affittare o anche vendere il locale», suggella Paolo. Per la comunità di Lavarone e soprattutto per quella di Bertoldi la chiusura della Scaletta è un danno notevole; proprio davanti al locale si aprono le piste di Neveland che ospitano solitamente tante famiglie con bambini alle prime esperienze sciistiche.
«È un peccato perché il nostro è stato un locale che ha segnato un'epoca, 50 anni di volti vecchi e nuovi, di dibattiti, di incontri, di sorrisi, di amicizie» concludono Renata e Paolo.