La sentenza

Vetro rotto ma si rivolge ad un'altra ditta, il giudice di pace: “La polizza deve pagare sempre”

Il magistrato onorario: “Non esiste l'obbligo di rivolgersi ad una carrozzeria convenzionata per la riparazione dell'autovettura ma è possibile scegliere una officina di propria fiducia avendo sempre diritto al risarcimento pieno e in tempi rapidi”

di Nicola Guarnieri

ROVERETO. L'assicurazione che copre la sostituzione del parabrezza, ancorché attraverso aziende convenzionate, deve pagare anche se il cliente si rivolge ad un'altra ditta. É quanto ha stabilito il giudice di pace Raffaele Moschettino che ha accolto il ricorso di un padroncino costretto a cambiare il vetro del furgone da un artigiano diverso da quello indicato sulla sua polizza.

Lo scontro tra assicurato e compagnia, insomma, ha dovuto avere un passaggio legale per essere risolto. La clausola «sostituzione cristallo», sottoscritta all'atto della stipula della polizza assicurativa, non è però scattata alla bisogna. E il motivo fa sorridere: il proprietario del mezzo incidentato, dopo aver rotto in strada il parabrezza anteriore, ha contattato la sua assicurazione dalla quale è stato indirizzato all'officina incaricata di provvedere alla manutenzione in maniera diretta, senza dunque chiedere un solo euro all'artigiano visto che la fattura sarebbe stata girata direttamente alla compagnia.

Ma qualcosa è andato storto: quando l'uomo si è presentato alla ditta per cambiare il vetro gli operai non sono stati in grado di intervenire. L'accesso al magazzino, infatti, era troppo basso e il furgone non ci passava. Lavorare all'esterno, in alternativa, non è stato possibile visto che quel giorno pioveva di brutto.

Il furgone, ovviamente, in quelle condizioni non poteva circolare e il proprietario, non potendo servirsi dell'officina autorizzata, si è rivolto al suo meccanico di fiducia ed ha risolto il problema in breve tempo. Ha poi inoltrato la fattura all'assicurazione che si è rifiutata di pagare. Per questo si è rivolto al giudice di pace chiedendo, oltre ai danni del parabrezza rotto (1.486,80 euro).

E il magistrato onorario ha accolto la richiesta di risarcimento: «Le clausole che limitano o riducono il risarcimento del danneggiato che ha scelto di riparare la sua autovettura liberamente sono illegittime. Non esiste l'obbligo di rivolgersi ad una carrozzeria convenzionata per la riparazione dell'autovettura ma è possibile scegliere una officina di propria fiducia avendo sempre diritto al risarcimento pieno e in tempi rapidi».

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