Il lutto

Morta a 48 anni nel Garda, il dolore di chi conosceva Eleonora Franceschini: “Uno spirito libero, solare e piena di energia”

La tragedia venerdì 19 settembre: la donna era scesa a Riva, da Besenello, per fare il bagno nel Garda. Come tante altre volte. Ma il tuffo le è stato fatale. Tre ragazzi l’hanno portata a riva. Quando sono arrivati i rianimatori di «Trentino Emergenza» sono riusciti a far ripartire il cuore di Eleonora, che però è morta poco dopo

LA TRAGEDIA Si tuffa nel lago di Garda e muore
 

BESENELLO. «Poche sere fa era seduta vicino a me, in biblioteca. C'era la staffetta di letture sul tema della pace, proposte da lettrici e lettori volontari per promuovere la pace. Eleonora era lì per dare il suo contributo». Nelle parole del sindaco di Besenello Walter Battisti c'è tutto lo sgomento e lo choc della comunità di Besenello per la morte improvvisa di Eleonora Franceschini, scomparsa a soli 48 anni. La tragedia venerdì 19 settembre: la donna era scesa a Riva, da Besenello, per fare il bagno nel Garda. Come tante altre volte. Ma il tuffo le è stato fatale. Tre ragazzi si sono tuffati e l’hanno portata a riva. Quando sono arrivati i rianimatori di «Trentino Emergenza» sono riusciti a far ripartire il cuore di Eleonora, che però è morta poco dopo

Era nota in paese, Eleonora. Soprattutto nell'ambito artistico e culturale. «Era una presenza fissa agli aventi organizzati dal Comune - ricorda Battisti - presentazioni di libri, mostre, visite organizzate. Per diversi anni ho ricoperto la carica di assessore comunale alla Cultura, e ricordo come fosse naturale incontrarla. Era del resto molto competente in materia artistica, si capiva, parlandole, che aveva fatto studi artistici di alto livello».

«Me la ricordo come una persona sensibile e attenta alla vita del paese - continua Battisti - non che facesse parte, a quanto ne so, di associazioni o altre aggregazioni, ma era una presenza fissa agli eventi ed era anche determinata a far valere le ragioni dei residenti, interfacciandosi con l'amministrazione. Ricordo che era una utente frequente dei mezzi pubblici, e che una volta avevamo discusso in merito, con lei che sosteneva la necessità di aumentare numero e frequenza delle corse verso Trento e Rovereto».

Eleonora Franceschini era infatti un'artista. Aveva studiato all'istituto artistico «Vittoria» di Trento proseguendo poi nello stesso ambito all'Accademia di Belle Arti di Roma (arti visive, pittura e decorazione pittorica le sue specializzazioni). Negli anni giovanili la sua produzione artistica l'aveva fatta notare negli ambienti culturali trentini anche se firmava le sue opere con uno pseudonimo.

Commosso Daniele Panato, fotografo del nostro giornale: “Eravamo compagni di scuola alle elementari - ricorda - ma ci siamo rivisti anche in tempi recenti grazie alle cene di classe organizzate proprio tra ex compagni. Inoltre l'avevo incontrata qualche tempo fa al lago di Caldonazzo. Amava tantissimo nuotare, lo faceva spesso e in ogni occasione utile. Immagino per questo fosse sul Garda”.

”Eleonora era una bella persona, solare, piena di energia. Sicuramente era uno spirito libero, nel senso più vero e reale del termine. So che aveva frequentato la scuola d'arte fino a livelli professionali e che per un certo periodo aveva dato espressione al suo talento artistico. Alcuni anni fa ricordo che mi aveva raccontato della sua esperienza a Roma, come guida turistica tra i capolavori della capitale”.

Eleonora Franceschini era originaria di Trento, aveva un figlio, ventenne, e amava la vita all'aria aperta, le camminate in montagna oltre, appunto, alle nuotate. Anni fa aveva anche amato il Cammino di Santiago, di cui aveva scritto sui suoi social. E proprio nelle sue pagine, alle quali affidava riflessioni ed emozioni, meno di un mese fa aveva scritto un messaggio che ne sottolinea ancora una volta lo spirito libero: «Preferirei morire in viaggio o in una splendida gita in montagna... Ad alcuni manca il coraggio di vivere...».

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