Sicurezza

La Vallagarina ha paura dopo il colpo della “banda dell’ariete”

I malviventi hanno utilizzato un Suv per sfondare le saracinesche del bar alla stazione di servizio Esso di Serravalle, poi hanno sfondato la cassa automatica con un sasso

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di Mara Deimichei

ROVERETO. L'allarme è scattato alle 5.20 di ieri mattina. «Il tempo di rendermi conto di quello che stava succedendo, infilarmi un paio di pantaloni e arrivare da casa al distributore, e avevano già fatto tutto». Il «tutto» raccontato da Marco Campion che gestisce il distributore e l'annesso bar alla stazione di servizio Esso di Serravalle, è il furto messo a segno nel locale.

Per aprirsi un varco i delinquenti hanno utilizzato una grossa Peugeot rubata pare nel veronese poche ore prima, come ariete. Ma non una sola volta, che sarebbe stata sufficiente, ma per tre volte e con l'ultima hanno spostato il bancone del bar di venti centimetri. Distruggendolo. «È tutto da ricostruire praticamente da zero» commenta sconsolato. I danni sono importanti: «Non meno di 50mila euro - spiega Campion - e tutto per rubare i soldi della cassa automatica. Ci saranno stati dentro mille euro forse. E oltre alla struttura per me il danno deriva dal fatto che dovrò tenere chiuso il bar (che ha anche la licenza per i tabacchi, ndr) per diverso tempo. Non sarà facile».

Ieri mattina è stata utilizzata un'auto come un ariete come è successo una decina di giorni fa per rubare il fondo cassa al bar del distributore Eni di Ala, e ad inizio mese per il tentato furto da Consolati cicli in via Craffonara a Rovereto. Tre episodi in pochi giorni, tre episodi che fanno pensare che la mano sia la stessa, quella di una banda in Vallagarina.Il «lavoro» dei ladri è stato ripreso dalle telecamere che abbondano nell'area di servizio. Telecamere che non hanno avuto un effetto deterrente per i due che sono arrivati a bordo di un suv nero e si sono messi in attesa nel parcheggio. Hanno aspettato che se ne andasse il fattorino che aveva portato il pane, e poi una cliente che si era servita al distributore self service di tabacchi. E quindi sono entrati in azione col il volto coperto da una calza nera. Uno di vedetta sulla statale, l'altro al volante della macchina ha ingranato la retromarcia e per tre volte ha colpito serrande e vetrate del bar. In quel momento scatta l'allarme che a qualche chilometro di distanza sveglia Campion. Ma i ladri non appaiono agitati.

Quello che prima era di guardia sulla statale prende un grosso sasso e utilizzandolo come un martello, apre la cassa automatica («Costa un sacco di soldi» commenta Campion) e quindi preleva il denaro. Non contento verifica anche se dietro al bancone non ci sia qualcosa da portare via e poi si avvicina al frigo per prendere una birra per l'altro che è rimasto davanti alla porta (che ormai non c'è più) per controllare la situazione. Quindi salgono a bordo del Suv e spariscono direzione nord.

«C'è l'allarme, ci sono le telecamere e davanti alla porta d'ingresso del bar - racconta Marco Campion che aveva 13 anni la prima volta che ha messo piede nel distributore di Serravalle, allora gestito dai suoi genitori - ho posizionato delle fioriere che pesano 5 quintali. L'ho fatto proprio per evitare che a qualcuno potesse venire l'idea di sfondare la vetrata. Ecco la fioriera l'hanno spostata quasi fosse una piuma».

La denuncia per il furto è stata fatta e le indagini sono in mano ai carabinieri.

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