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FolgariaSki, utile in picchiata

ora si guarda alla nuova stagione

chiedendo un bacino idrico

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L’assemblea annuale della FolgariaSki è uno specchio sulla realtà turistica invernale ed un appuntamento che apre le porte al confronto. Si presenta il bilancio della stagione 2018/2019 e si elegge il nuovo Cda.

I dati contabili consolidati della FolgariaSki e della Fiorentini/Folgaria evidenziano un utile della gestione di 525 mila euro, un patrimonio netto di 7,4 milioni, ricavi della stagione di 8 milioni di euro, un margine operativo di 1,8 milioni. I costi di funzionamento si attestano a 6 milioni. In un’analisi separata vediamo che l’utile della FolgariaSki passa dai 840 mila euro dell’anno precedente a 137 mila e con esso cala il margine operativo che si attesta a 1,6 milioni, con gli oneri finanziari a 93 mila euro (contro i 129 mila dell’esercizio precedente).

«Gli obiettivi che ci eravamo prefissati di raggiungere sono stati centrati, parliamo di semplificazione societaria, di messa in sicurezza della società, del calo dell’indebitamento, del mantenimento della continuità operativa e di avere una autonomia finanziaria nel medio periodo», ha detto il presidente Denis Rech.

Tutto bene dunque? «No, la nostra incognita è il futuro, i prossimi anni saranno i più duri e difficili da affrontare».

In sala i soci ascoltano, rappresentano l’85% del capitale sociale. Nella stagione 2018/2019 le giornate di apertura degli impianti sono calate del 6%, complice la poca neve ed i danni procurati da Vaia. Il comprensorio sciistico ha aperto i battenti a metà dicembre. Il sistema Skipass degli Altipiani (comprensivo di Folgaria e Lavarone) nell’ultima stagione ha fatturato 10,3 milioni di euro, in calo (peraltro giustificato dall’andamento delle precipitazioni nevosi molto scarse) del 4% rispetto alla stagione.

Quali gli obiettivi da raggiungere? «Il primo è quello di dare alla società compattezza per durare nel tempo, poi creare una sostenibilità finanziaria ed economica forte, rinsaldare il legame con i soci ampliando la base societaria, portare delle ricadute sul territorio, e cercare o ampliare le aree di business», sostiene il presidente Rech.

Tra le operazioni da fare c’è quella chiamata «swatch», ovvero ridefinire l’incidenza degli affitti con Trentino Sviluppo.

Come rimodernare il comparto? «Facendo il nuovo bacino di riserva idrica a passo Coe (costo preventivato 2 milioni) e rifare la seggiovia Francolini, che deve essere sicuramente cambiata. Una seggiovia obsoleta che serve una pista bellissima», elenca il presidente Rech.

Il bacino dovrebbe sorgere nelle adiacenze di malga Milegna, in una depressione naturale, la sua capienza è paventata in 250-270 mila metri cubi di acqua. Con ogni probabilità verrà lanciata un operazione di aumento di capitale sociale (di 1 milione) per poter concretizzare l’operazione bacino.

Molti gli interventi. Seguito con interesse quello dell’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni. «Il Trentino è un insieme di grande e piccole stazioni turistiche tutte con la loro dignità ed autorevolezza, il fenomeno turistico non ha colori politici, un obiettivo da prefiggere è quello di aumentare il numero degli skipass. Se la località partecipa attivamente la Provincia camminerà al suo fianco, dobbiamo fare massima attenzione ai conti e calare l’indebitamento».

Intenso l’intervento del sindaco Michael Rech, che ha ringraziato tutti i membri del Cda uscente. «Dobbiamo essere uniti e lavorare per un progetto di sviluppo, non dobbiamo dimenticarci l’anno 2014 quando abbiamo rischiato di chiudere gli impianti. Voglio dire all’assessore Failoni che l’Alpe Cimbra è una località di riferimento per tutto il Trentino e che merita di essere accompagnata con strategie, competenze, programmazione e contributi».
Roberto Schoensberg per la Tempo Libero: «Dobbiamo rinforzare e portare avanti la società per il bene di Folgaria». Nicoletta Carbonari presidente della Mcac: «Obbligo creare una cultura del rischio e far rimane i giovani sul territorio creando opportunità».

Alessandro Marchesi, presidente Apt Alpe Cimbra: «No all’accorpamento dell’Apt, dobbiamo poter promuovere delle novità, sapendo che i mercati ristretti e particolari non portano i numeri di presenze dello sci».

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