Il caso

Abusi sulle pazienti, il medico del lavoro accusato da sette donne

Il gip conferma la misura cautelare dei domiciliari: l’uomo indagato per violenza sessuale aggravata. Il professionista ha sempre negato ogni addebito: le indagini dei carabinieri del Nas 

TRENTO. Rimarrà agli arresti domiciliari, il medico del lavoro cinquantenne, residente in Trentino, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di più pazienti. Per la precisione, si tratterebbe di ben sette casi (perlomeno accertati), molto simili fra loro, che hanno visto vittime altrettante donne, tutte colleghe della stessa azienda, sottoposte a una sua visita medica. A queste, però, si aggiungerebbero altre due testimonianze, ritenute però più marginali rispetto alle altre.

In sede di interrogatorio di garanzia, davanti al giudice delle indagini preliminari Gianmarco Giua, l'indagato - rappresentato dall'avvocato Fabio Valcanover - ha parlato per più di un'ora, dichiarando di «non aver mai molestato alcuna paziente», avendo sempre svolto il suo lavoro «con serietà e professionalità», a sua detta. E che, dunque, se le mani sono state allungate dove non era necessario, «è stato per errore». La difesa, a sostegno della sua tesi, ha presentato al giudice una consulenza di parte, a dimostrazione che le visite sono state eseguite seguendo manovre cliniche corrette. Una versione che, tuttavia, non ha convinto del tutto il gip che - dopo essersi riservato - ha deciso di non revocare la misura, come richiesto invece dalla difesa che ora valuta il ricorso al tribunale del Riesame. L'ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal gip - su richiesta del pm Davide Ognibene - considerando l'aggravante della pluralità delle vittime. Il reato, peraltro, è procedibile d'ufficio perché commesso da un pubblico ufficiale.

A far scattare le indagini è stata la denuncia di una paziente che era uscita dall'ambulatorio sotto shock, raccontando di aver subito da parte del professionista strusciamenti e palpeggiamenti nelle parti intime. La giovane, sentendosi violata, ha deciso di segnalare immediatamente quanto subito. Così nell'immediato, sono partiti gli accertamenti dei carabinieri del Nas, con i militari che hanno sentito una decina di altre donne visitate dallo stesso medico. Tali testimonianze avrebbero fornito «ampio riscontro» al racconto della vittima, «con dettagli pienamente concordanti».

I fatti contestati risalirebbero a partire dal 2018. L'indagato collabora con un'azienda che propone un servizio di accertamenti sanitari rivolto ai lavoratori, attraverso personale specializzato. Si tratta di visite periodiche, previste per legge, volte alla prevenzione, alla diagnosi ed alla cura delle malattie causate dalle attività lavorative. Pur continuando a respingere ogni addebito, non si esclude che il medico abbia avuto questo tipo di condotta illecita anche nei confronti di altre pazienti. F.C.

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