Urbanistica

Il Comune di Trento scommette sull'ex Atesina: progetto europeo per un "polmone verde"

Si tratta di un appezzamento di 17 mila metri quadri. Si cercano privati per un partenariato. Due milioni di euro dall’Ue

di Fabrizio Franchi

TRENTO. Dopo oltre dieci anni di silenzio e abbandono, l'area dell'ex Atesina si prepara a vivere una trasformazione profonda, candidandosi a diventare uno dei simboli della rigenerazione urbana di Trento. L'Amministrazione comunale ha infatti deciso di puntare con decisione sul quarto bando dell'European Urban Initiative (Eui), uno strumento della politica di coesione europea dedicato a sostenere progetti pilota ad alto tasso di innovazione e sperimentazione. Questa iniziativa offre spazi e risorse alle città per testare soluzioni creative a sfide locali complesse, trasformando idee ambiziose in prototipi reali e collaudabili sul territorio.

L'intervento mira a cambiare radicalmente il volto di una parte dell'ex deposito degli autobus, in particolare il piazzale est e l'edificio risalente agli anni Ottanta. L'obiettivo è convertire un'area oggi asfaltata, inquinata e inutilizzata in uno spazio vibrante per la comunità. Un'area enorme di 17 mila metri quadri complessivi. Al centro della proposta c'è un'ampia opera di rinaturalizzazione che prevede la de-pavimentazione del suolo e la valorizzazione e riscopertura del rio Malvasia, attualmente tombato, oltre alla creazione di orti urbani e didattici. Questo "polmone verde" non sarà solo un luogo di sosta, ma un polo multifunzionale dove troveranno spazio attrezzature per lo sport, come uno skatepark indoor modulare, e percorsi dedicati alla mobilità dolce, incluse officine per biciclette con finalità inclusive.

Come spiegato dall'assessora Monica Baggia e dal dirigente del Comune Franco Voltolini, si tratta di un percorso volutamente graduale e sperimentale. L'amministrazione intende testare soluzioni concrete attraverso una gestione temporanea di una parte dell'area, valutandone l'efficacia nel tempo per poi consolidare ed estendere i modelli positivi ad altre porzioni dell'immobile o a diversi spazi urbani con caratteristiche analoghe. L'Eui sostiene infatti progetti definiti «troppo rischiosi» per i finanziamenti tradizionali, richiedendo che le autorità municipali siano pronte a trasformare idee creative in prototipi trasferibili in altri contesti.

Non quindi un classico bando o appalto, ma un partenariato con privati che hanno voglia di lanciarsi in progetti che diventano anche un punto di merito per altri progetti futuri. Per raggiungere questo traguardo, il Comune sta cercando partner pubblici e privati disposti a condividere il rischio della sperimentazione. I partner saranno co-protagonisti nella progettazione e nella realizzazione dell'opera, partecipando anche ai costi, con una quota del 20 per cento, di cui una parte a carico del Comune, a fronte di un finanziamento europeo che può arrivare a 2 milioni di euro. Le figure ricercate hanno tre profili: esperti in innovazione sociale; soggetti commerciali o produttivi e partner scientifici.

Nello specifico, il bando europeo richiede che le proposte siano pronte per l'implementazione e capaci di generare risultati misurabili nel breve termine, integrando temi come l'inclusione sociale, la competitività e la sostenibilità climatica. Il Comune punta infatti a creare un'area che non sia solo bella, ma sicura e accessibile, capace di migliorare la qualità della vita urbana e di stimolare l'economia locale attraverso la cultura e lo sport, da restituire alla comunità non solo della zona dei Solteri. L'attenzione alla sicurezza non passerà solo attraverso l'illuminazione, ma tramite la progettazione sociale degli spazi: un luogo vissuto da sportivi, famiglie e studenti è più protetto dal degrado. Inoltre, l'integrazione di servizi digitali e soluzioni basate sulla natura risponde direttamente alle linee guida dell'Agenda Urbana dell'Unione europea, posizionando Trento all'avanguardia nella transizione verso modelli di città intelligenti e a impatto climatico zero.

I tempi per aderire a questa sfida sono serrati: le manifestazioni di interesse devono essere presentate entro le ore 12 di venerdì 24 aprile via Pec. Le proposte saranno valutate in base al loro carattere innovativo e alla coerenza con le necessità del quartiere. Una volta formato il partenariato, il progetto definitivo verrà inviato all'Europa entro il 15 giugno, con l'ambizione di restituire alla città uno spazio sicuro, inclusivo e capace di generare benefici duraturi.

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