Trentino Trasporti, Demagri torna sul caso dei dirigenti: criteri di selezione nel mirino
La consigliera presenta una nuova interrogazione: "Tra i dirigenti non generali c'è una una figura che risulterebbe priva di laurea, selezionata con un bando che non prevedeva il titolo, in contraddizione con le norme". Alla Giunta vengono chiesti chiarimenti su requisiti, procedure e vigilanza della Provincia
LA PRIMA DENUNCIA “I dirigenti sono passati da 4 a 9, mentre il personale è calato"
TRENTO. Paola Demagri torna sull’argomento Trentino Trasporti a pochi giorni di distanza dal precedente intervento politico e mediatico, presentando una nuova interrogazione a risposta scritta che riaccende l’attenzione sull’assetto dirigenziale della società partecipata provinciale e sui criteri di selezione adottati.
Nell’atto, la consigliera spiega di aver deciso di intervenire nuovamente perché, dopo aver “toccato il tema di Trentino Trasporti”, si sarebbe “scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora”. Da quel momento, scrive Demagri, “numerosi cittadini, lavoratori e utenti del servizio hanno iniziato a contattarmi per segnalare disagi, criticità e questioni che meritano attenzione”. Tra le segnalazioni ricevute, particolare rilievo viene dato a quella relativa all’assetto dirigenziale della società.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tra i dirigenti non generali di Trentino Trasporti vi sarebbe “una figura che risulterebbe priva del titolo di laurea”, requisito che nelle società a partecipazione pubblica rappresenta “da anni uno standard consolidato per l’accesso a posizioni apicali”. Demagri evidenzia che tale dirigente sarebbe “l’unico, all’interno del gruppo dei dirigenti non generali, a non possedere un titolo universitario, pur ricoprendo una funzione di elevata responsabilità”, e che la nomina sarebbe avvenuta tramite “un bando pubblico che non prevede una laurea in contraddizione con quanto richiede la Legge provinciale 7/1997”.
Nel documento si fa riferimento anche alla tempistica della procedura, definita “particolarmente rapida”, elemento che avrebbe ulteriormente alimentato i dubbi tra i segnalanti. La consigliera richiama poi il confronto con il dibattito nazionale, sottolineando come “è in discussione una proposta di legge che introduce l’obbligo di laurea per gli amministratori di condominio”, figure che operano in ambito privato, mentre una società pubblica consentirebbe l’accesso a ruoli dirigenziali senza tale requisito.
Da qui le domande rivolte alla Giunta provinciale. Demagri chiede di sapere “quali siano i requisiti formali richiesti da Trentino Trasporti per l’accesso alle posizioni dirigenziali”, se l’esecutivo sia a conoscenza del fatto che “almeno un dirigente non generale risulterebbe privo di laurea” e “per quale motivo non sia stato pubblicato un bando pubblico per la selezione della posizione dirigenziale in oggetto conforme alla LP 7/1997”. Nell’atto viene inoltre sollecitata una valutazione sulla coerenza tra l’orientamento legislativo nazionale e le scelte adottate nelle società partecipate provinciali, richiamando il ruolo della Provincia come socio pubblico chiamato a garantire “pubblicità, imparzialità, trasparenza e valorizzazione delle competenze”.