Disabile discriminato in hotel, corso di accoglienza per i gestori
Chiusa la vicenda giudiziaria promossa da Cecilia Bonaccorsi, mamma di Tommaso: «Mi auguro che gli insegnamenti che hanno appreso daranno i frutti». L’episodio in un albergo di San Martino di Castrozza nel marzo 2023. I responsabili si erano giustificati: «Non volevamo offendere la sensibilità di nessuno»
TRENTO. «Una telefonata a me non l’hanno fatta, ma possiamo dire che la vicenda si è conclusa positivamente: i gestori dell’hotel Colbricon hanno seguito presso la cooperativa Handicrea di Trento il corso da noi proposto». Cecilia Bonaccorsi, romana, anima dell’associazione per disabili «Con i miei occhi», è la mamma di Tommaso Pimpinelli, 27 anni, disabile cognitivo. La vicenda, resa pubblica dalla donna, era accaduta nel marzo 2023: la famiglia, alloggiata in un hotel di San Martino di Castrozza, era stata invitata dai gestori della struttura a cambiare tavolo e spostarsi in una saletta separata durante i pasti, e ciò a seguito delle lamentele da parte di un ospite.
«Ce ne siamo andati e non hanno fatto nulla per trattenerci» aveva spiegato la donna nei giorni seguenti. Dopo una e-mail di scuse, l’albergo non si era più fatto sentire. La famiglia di Tommaso aveva deciso di rivolgersi al tribunale civile di Roma contro la discriminazione «perché - aveva detto il loro legale - vogliamo riaffermare il diritto per una persona disabile di potersi godere una vacanza normale senza essere recluso». Tra l’altro la famiglia Pimpinelli conosce bene San Martino, avendo trascorso le vacanze per quasi 20 anni in un’altra struttura. Nell’aprile 2023 aveva scelto l’hotel Colbricon perché l’albergo di riferimento non aveva posti liberi. Nel procedimento civile era stata fatta una richiesta simbolica: un euro e la lettura della sentenza.
«L’obiettivo non è mai stato quello di chiedere denaro - spiega la mamma di Tommaso - Anzi, noi abbiamo rifiutato la somma che l’hotel voleva offrirci, perché l’intento nostro è far sì che i ragazzi con disabilità siano accolti bene. Il giudice ci ha consigliato di trovare un accordo condiviso e così è stato: un corso presso Handicrea (la cooperativa fondata 30 anni fa da Graziella Anesi, ndr) con gli argomenti scelti da noi riguardo alle buone norme di accoglienza delle persone disabili». Come verificato dal giudice, il corso è stato portato a termine dalla titolare. «Mi auguro che questi insegnamenti daranno frutto, che il seme che abbiamo gettato possa germogliare» evidenzia mamma Cecilia. Dalla primavera del 2023 la famiglia è tornata in Trentino, ma non a San Martino di Castrozza.
«Siamo stati a Cogolo e a Lavarone, dove ci siamo trovati bene. Siamo andati altrove sia per vedere nuovi posti, sia perché mi farebbe male passare davanti a quell’hotel». All’indomani dell’episodio l’hotel Colbricon aveva divulgato una nota, sostenendo che ci fosse stato un fraintendimento. «Siamorammaricati per quanto accaduto, ma nulla è stato compiuto in malafede o con intento discriminatorio. Alcuni clienti si sono rivolti a noi per chiedere tranquillità. Per tale motivo abbiamo chiesto alla famiglia di spostarsi in una saletta intima, raccolta, un luogo nel quale a Tommaso venissero garantite la massima discrezione e la possibilità di esprimersi liberamente - avevano detto - Ci scusiamo per il gesto fraintendibile, non era nostro intento offendere la sensibilità di nessuno».