Città

Alberi avvelenati: 30 mila euro di danni. La Polizia locale indaga

Il Comune ha fatto denuncia contro ignoti per la fine dei pioppi cipressini di via ( Marzo, a cui è stato iniettato del glifosato

IL FATTO Erbicida contro i pioppi

di Fabrizio Franchi

TRENTO. Il caso dei tre alberi avvelenati in via 8 marzo a Gardolo si allarga e curiosamente vede unite amministrazione comunale e opposizione. L'assessore all'Ambiente, Andreas Fernandez e il consigliere di Fratelli d'Italia, Pino Urbani usano lo stesso aggettivo per descrivere il gesto di chi ha ucciso gli alberi con il glifosato, un veleno letale e anche inquinante per l'ambiente circostante: «Criminale».

E nella condanna anche il consigliere leghista Devid Moranduzzo si è unito ieri sera in aula. Una vicenda importante, anche perché l'assessore Fernandez, nel ricostruire i fatti - che partono dal mese di marzo - ha svelato quanto è costato questo gesto "criminale" alle casse del Comune: 29 mila 254 euro e 61 centesimi. Un costo complessivo dato dal valore degli alberi ornamentali, tre pioppi cipressini a cui però dovranno aggiungersi i costi per l'abbattimento e per nuove piantumazioni. Per parte sua l'amministrazione ha deciso di presentare denuncia contro ignoti alla Polizia locale, che ora farà le sue indagini e ha già ascoltato alcuni abitanti della zona per capire se si può risalire ai colpevoli o al colpevole. Urbani, uomo il cui impegno ambientalista viene da lontano, suggerisce anche dove dovrebbero dirigersi le indagini, visto che «qualcuno avrà acquistato quel veleno e può essere identificato». Entrambi, Fernandez e Urbani, condannando l'atto, vogliono scongiurare che qualche sciagurato, per emulazione, voglia compiere lo stesso atto in altre parti della città.

«Sia chiaro - dice Fernandez - questa non è una bravata, è un atto criminale». La vicenda parte da lontano: a marzo il servizio Parchi e giardini aveva ricevuto segnalazioni degli abitanti della zona che si lamentavano per la presenza degli alberi e ne chiedevano la rimozione. Il Comune aveva fatto delle potature, più volte. L'ultimo intervento risale ad aprile di quest'anno. E fino ad allora le piante risultavano in perfetto stato fitosanitario. Ma a fine maggio, dopo un'altra valutazione arborea i tre esemplari risultavano disseccati. Veniva compiuto anche un sopralluogo di un ricercatore della Fondazione Mach, Giorgio Maresi, che scopriva dei fori compiuti con il trapano negli alberi attraverso cui, con delle grosse siringhe, era stato iniettato il veleno. Tra l'altro i fori erano stati occultati con del fango, segno della piena consapevolezza di chi aveva deciso di uccidere gli alberi.

Gli operatori del servizio Parchi hanno anche cercato di salvare gli alberi con il "sangue di bue", un concime naturale ricco di azoto, ferro e carbonio, ma è stato inutile. Ieri gli alberi disseccati sono stati abbattuti. In definitiva come volevano alcuni - non tutti - abitanti del condominio prospiciente. Una coincidenza sospetta agli occhi della Polizia che ieri hanno sentito alcuni residenti. L'assessore intende andare fino in fondo. Anche perché questa operazione, al di là del danno in sé comporta anche un danno ambientale, di inquinamento, con il rilascio di veleni in natura. Tra l'altro creando una situazione di potenziale rischio per i fruitori della pista ciclabile che hanno rischiato di vedersi crollare addosso i tronchi.

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