Gardolo, le telecamere negli spogliatoi accendono sospetti e polemica
Marco Ianes segnala: «Le tre videocamere sopra le cabine in cui a rotazione ci si cambia sono una chiara violazione della privacy». Il presidente di Asis Orler risponde: «Sono inquadrati i corridoi, le immagini in archivio 72 ore vengono viste solo in caso di furti»
TRENTO. Scoppia la polemica alle piscine di Gardolo gestite dall'Asis, per via di alcune videocamere installate negli spogliatoi. A mettere in luce il problema è Marco Ianes che da nuotatore e frequentatore della struttura ha notato la presenza delle telecamere anche sopra le cabine, in cui la gente si cambia a rotazione. Le tre telecamere presenti all'interno dello spogliatoio secondo Ianes andrebbero immediatamente rimosse dato che messe in quella posizione violano la privacy degli utenti della piscina.
L'appello di Ianes va direttamente al garante della privacy: «Esistono norme e leggi che regolano l' installazione di impianti di videosorveglianza e qui non mi pare proprio che tali regole siano state rispettate. Da progettista di impianti mi preoccuperei molto di una situazione simile». Lo stesso conclude: «Se qualcuno dovesse denunciare, non penso che la cosa passi liscia, consiglio a chi gestisce gli impianti di procedere subito con la rimozione delle telecamere».
A fare chiarezza sulla questione è direttamente il presidente di Asis Martino Orler che ringrazia Ianes per la segnalazione che permetterà di aiutare l'azienda a lavorare nel migliore dei modi. Orler rassicura: «Le telecamere sono presenti dal 2006, ma non inquadrano le cabine dove gli ospiti si cambiano, sarebbe una violazione della privacy ed è l'ultimo dei nostri pensiero metterci nei guai».
Ma se le telecamere ci sono quasi da vent'anni come mai arriva solo adesso una segnalazione? A rispondere alla domanda è sempre il presidente di Asis: «L'anno scorso sono stati rifatti gli spogliatoi ed è stata cambiata la disposizione degli stessi facendo inconsapevolmente risaltare di più le videocamere». Queste però puntano sui corridoi interni allo spogliatoio, non sulle cabine spiega Orler e sono state installate per tutelare gli utenti vittime di furti o di atti di bullismo.
«I filmati delle telecamere rimangono in archivio per 72 ore e poi vengono distrutti - rassicura Orler - nessun membro del personale controlla le video-immagini, ne hanno accesso solo le forze dell'ordine e solamente a fronte di una denuncia. I frequentatori hanno la possibilità di sporgere denuncia e chiedere la registrazione delle telecamere per gli episodi di furto, chiedendo le riprese dell'orario ipotizzato del sinistro. In prima persona consegno fisicamente a mano in questura una chiavetta contenente i filmati. Le telecamere servono a tutelare gli ospiti della struttura e fungono da deterrente. Ringrazio chi ci ha segnalato questo problema e come Asis specificheremo meglio dove puntano le telecamere e il motivo per il quale sono state installate».