La polemica

Aquila Basket e Itas spiazzate dalle beghe sul palazzetto

Provincia e Comune, ma anche le due società sportive, erano d’accordo sulla collocazione a Piedicastello. Poi la novità lanciata da Fugatti. Nessuna convocazione per le realtà di serie A: «Stiamo leggendo sui giornali della eventualità del nuovo impianto nell’area San Vincenzo»

TRENTO. Sulla questione palazzetto dello sport da anni e fino a tre giorni fa pareva esserci una sola certezza, ovvero la location: ex Italcementi, Piedicastello, Destra Adige. Se il quando e il come restano ancora indefiniti, il perché è abbastanza logico (il PalaTrento inizia a stare stretto, oltre a essere brutto e scomodo da molti punti di vista), fino a qualche giorno fa il dove pareva sicuro. D'altra parte il chi, ovvero Provincia e Comune, ma anche le principali società sportive, ovvero Aquila Basket e Trentino Volley, da tempo si erano espressi in maniera convintamente favorevole su una nuova struttura a Piedicastello.

Adesso la novità: non voci di corridoio ma direttamente dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che in consiglio provinciale ha parlato apertamente di palazzetto (e stadio) nell'area San Vincenzo. Nelle scorse ora la questione è diventata politica, con il Comune di Trento che ha ribadito la propria posizione, ha parlato di (scarsa) condivisione e trasparenza da parte della Provincia, di accordi ufficiali non rispettati e della possibilità, a questo punto, di uno stop al via libera per i campi da calcio nell'area San Vincenzo.

Immediata la reazione di piazza Dante, con l'assessore allo sport Gottardi che ha replicato seccato: «Non accettiamo lezioncine dal Comune», «La collocazione resta una questione aperta». Insomma, quel famoso "dove" è clamorosamente tornato in discussione. Sorprendendo anche i diretti interessati, ovvero le due principali realtà sportive della città. Che, pur non dicendolo apertamente, preferirebbero concretezza e velocità più che beghe e botta e risposta tra politici. Perché di un palazzetto c'è veramente bisogno. «Stiamo leggendo sui giornali - spiega Bruno Da Re, manager di Trentino Volley - e non sappiamo molto di più. Noi diciamo solo una cosa: un palazzetto ci serve. Abbiamo bisogno di spazi palestra.

La collocazione? Diciamo che la palla non è nel nostro campo, quindi non spetta a noi gestire la questione». Ancora: «C'è necessità di spazi palestra e questo riguarda la nostra prima squadra ma anche le giovanili. L'ideale per il nuovo impianto di cui si parla sarebbe avere annesso un campo in più, per gestire gli allenamenti. Il dove non sta a noi deciderlo, ma possiamo portare le nostre idee e il nostro contributo».

Parlando di impianti con una vera istituzione della pallavolo italiana, non può non venire in mente La Ghirada di Treviso: a inizio anni Ottanta, quando Da Re era la mente della Sisley, la famiglia Benetton costruì la innovativa cittadella della sport (3 palestre, 5 campi di rugby, 3 campi scoperti di basket e volley, uno di beach volley, oltre a parchi gioco, ristorante, palestre), per decenni simbolo di una visione di sport vincente. Ghirada che occupa circa 22 ettari di spazio, più o meno quanto l'area San Vincenzo. Ma a Trento il progetto è in realtà differente. E, passando dal volley al basket, il direttore generale di Aquila Andrea Nardelli ragiona: «Noi abbiamo sempre parlato di una arena polifunzionale a servizio della comunità, che sia inserita funzionalmente nella città.

Un luogo che va oltre al basket o alla pallavolo, ma dove possono esserci anche convention aziendali, concerti, fiere ed eventi. Per questo l'ex Italcementi è il luogo perfetto: a soli 800 metri da piazza Duomo, quindi raggiungibile facilmente anche a piedi, in un'area dove sorgerà uno studentato e dove ci saranno parcheggi. Quello che probabilmente mancherebbe in quell'area è un albergo. Diversamente, se si pensa a un impianto come il PalaTrento, vanno bene anche altri luoghi. Questo, in generale, è il nostro pensiero, ma va sottolineato che non è Aquila Basket a dover decidere».

L'idea, quindi, è di uno spazio polifunzionale che, ospitate le circa 60 partite casalinghe annuali di Aquila e Itas, nei rimanenti 300 giorni dell'anno possa essere a disposizione di tutti per attività di vario tipo. E se l'idea è questa, Piedicastello è il top. Altrimenti, se sarà "solo" una palestra per lo sport, va bene ovunque. Conclude Nardelli: «Ribadisco, noi non decidiamo. Quello che possiamo fare è portare il nostro know how, avendo visto i palazzetti di mezzo mondo».

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