«Noi, sfrattati e costretti a vivere da sei mesi in camper»
Lui operaio e lei barista, non possono più pagare l'affitto: «Finora ci siamo adattati ed è andata "bene", ma adesso la situazione comincia ad essere pesante e l'inverno ormai si avvicina».
TRENTO. Andrea Michelon, operaio di 48 anni per la ditta che si occupa del rifacimento della stazione ferroviaria di Trento, e sua moglie, barista di 58 anni, con due stipendi, di cui uno a tempo indeterminato, vivono in un camper da sei mesi.
Non per scelta, ma per necessità: senza, non avrebbero un tetto sopra la testa. Sfrattati nei primi mesi di quest'anno dalla loro abitazione di Mattarello, non potendo più pagare quell'affitto, troppo elevato rispetto alle loro capacità economiche, hanno deciso di cambiare casa e cercarne una nuova, più adatta alle loro esigenze.
Una cosa comune e non inusuale. Peccato che, dopo mesi di ricerca sul mercato immobiliare, quel loro mezzo di trasporto, un tempo utilizzato per i viaggi e rispolverato per diventare un punto d'appoggio temporaneo, ora sia l'unica casa a loro disposizione.
«Se finora ci siamo adattati ed è andata "bene" - spiega Michelon - adesso la situazione comincia ad essere pesante e l'inverno ormai si avvicina».
Quella di questa famiglia è una storia come tante. Lui, elettricista, originario della Val di Cembra ma vissuto sempre nel capoluogo, fino al 2024 era titolare della sua ditta.
«Avevo la mia impresa di impianti elettrici, poi a dicembre dello scorso anno ho chiuso. Avendo problemi con il pagamento dell'affitto, che cominciava a diventare molto alto, mi sono accordato con la proprietaria di casa per uscire. Siamo stati in affitto tre anni, poi per correttezza, abbiamo deciso di cercare altro».
Sua moglie, con problemi di salute, al tempo non lavorava. «Poi ha trovato un impiego in città. Io nel frattempo sono stato assunto, con contratto a tempo indeterminato e un buono stipendio, dall'Anr Edilizia e Impianti».
Il lavoro - tra le mansioni anche la ristrutturazione della stazione - lo porta a spostarsi anche nel Bellunese e al Brennero. Ma questo, sembra essere un elemento ininfluente sul mercato.
«Stiamo cercando disperatamente un appartamento: con i nostri salari non riusciamo a trovare nulla. Manca la disponibilità di alloggi e quelli che ci sono vengono destinati a studenti. Chiediamo solo di tornare alla normalità e vivere serenamente».
Non sapendo dove andare e senza una casa, un amico si è offerto di dare loro spazio su un terreno a Terragnolo, a quasi un'ora di distanza dal loro posto di lavoro.
«Io utilizzo il furgone aziendale, mia moglie ha l'auto. Questo nostro amico ci mette a disposizione casa sua per il bagno. Per mangiare ci arrangiamo con un cucinino e un fornelletto da campeggio e per la doccia pure. Ma è chiaro che non possiamo continuare così. È dura e adesso inizia ad essere freddo. Noi siamo in una condizione al limite. E non avere più una dignità, ci sta demolendo».
La coppia si è rivolta anche al Comune di Trento per cercare di avere una risposta. «Ci è stato detto di fare richiesta per gli alloggi pubblici tramite Icef e Ise». Una modalità che spesso, però, risulta fallace, dato che le entrate di questo nucleo famigliare risultano al di sopra della media.
«È la prima volta nella mia vita che mi capita una cosa simile, non mi sono mai trovato in questa situazione. Sembra impossibile andare a vivere in affitto per 800 euro al mese».
Intanto tutte le loro cose del trasloco, scatoloni e mobili, sono state messe in un garage, in attesa di una nuova collocazione.
«Siamo esasperati», conclude.