Il sindaco di Trento: “Per il 2040 necessari 6.000 nuovi alloggi”
Ianeselli a margine della presentazione del bilancio dei primi cento giorni di consiliatura ha spiegato che il Comune sta lavorando anche alle previsioni per il "dopo" la conclusione dei lavori della circonvallazione ferroviaria. E’ in corso di affidamento l'incarico per uno studio paesaggistico e di rinaturalizzazione dell'area di imbocco della galleria della circonvallazione ferroviaria, all'inizio di via Malvasia
TRENTO. "Quando pensiamo ad una città, al di là del singolo provvedimento amministrativo, conta capire qual è l'anima di quella città. Lo vediamo anche con i dibattiti in corso su Milano. Ritengo che la caratteristica fondamentale di Trento sia quella di essere una città sociale". Lo ha detto il sindaco di Trento Franco Ianeselli a margine della presentazione del bilancio dei primi cento giorni di consiliatura.
Il primo cittadino ha citato in particolare "la decisione di investire 6 milioni di euro per creare un ostello per i lavoratori alle scuole Bellesini", che sarà "un luogo per chi ha un lavoro ma non ha una casa", e la scelta di proseguire "nell'accoglienza delle persone che non hanno un posto dove dormire". "Sappiamo - ha aggiunto Ianeselli - che questa è la differenza tra noi e le scelte che fa la Provincia".
Un altro tema su cui si sta interrogando la giunta comunale è quello della casa. "Abbiamo uno studio Nomisma che ci dice che ci sono 5.000 alloggi sfitti a Trento, e che da qui al 2040 serviranno 6.000 nuovi alloggi", ha detto il sindaco, aggiungendo che "si deve lavorare con Itea". "Non si tratta ovviamente di occupare nuovi spazi, ma di rigenerare il più possibile", ha precisato subito dopo.
Il Comune sta lavorando anche alle previsioni per il "dopo" la conclusione dei lavori della circonvallazione ferroviaria. Oltre ad aver avviato il confronto con Rfi per la redazione di un'Analisi costi/benefici riguardo all'interramento della ferrovia storica, è in corso di affidamento l'incarico per uno studio paesaggistico e di rinaturalizzazione dell'area di imbocco della galleria della circonvallazione ferroviaria, all'inizio di via Malvasia.
L'idea è quella di ridisegnare lo spazio sia per quanto riguarda il verde sia riguardo alle connessioni, pedonali e meccaniche, per esempio con un'ascensore per salire in collina. I futuri Giardini Malvasia si svilupperanno tra la scarpata sotto via Pietrastretta e l'area oggi occupata dal cantiere del bypass: tra le ipotesi, c'è quella di creare terrazzamenti a prato o a frutteto, un sentiero roccioso, un parco giochi, un laghetto o una zona umida. I progetti per il sociale.