Trento / Viabilità

Nuovo cavalcavia di Ravina, il progetto cambia: niente raddoppio ma ci sarà invece il sottopasso

Il pericoloso manufatto in tangenziale a Trento sud dovrebbe essere rifatto entro la fine del 2026, il commissario straordinario Mauro Bonvicin spiega: «Quattro corsie sul cavalcavia avrebbero avuto un eccessivo impatto»

di Franco Gottardi

TRENTO. Via il pericoloso cavalcavia lungo la tangenziale all'altezza del ponte sull'Adige che porta a Ravina. La Provincia torna all'antico e decide che in quel tratto la tangenziale, con tutte le sue quattro corsie, andrà sottoterra.

Da un centinaio di metri dopo la foce del Fersina, proveniendo da sud scenderà per risalire all'altezza del distributore. Sopra, a raso, bretelline e rotatoria distribuiranno il traffico verso le altre direzioni e in particolare verso il nuovo ospedale, ribattezzato Polo sanitario e universitario del Trentino, come noto previsto in quella zona.

Il sottopasso all'altezza dell'ospedale era l'ipotesi di massima avanzata nella prima fase del progetto Not, quando anche la viabilità di accesso era stata demandata alle proposte dei partecipanti alla gara d'appalto. Poi con l'avvento del project financing ospedaliero la Provincia si era assunta il compito di occuparsi della viabilità e aveva optato per il raddoppio del sovrappasso attuale, tristemente famoso come teatro di numerosi incidenti.

Il ritorno all'antico lo si deve all'iniziativa dell'ingegner Mauro Bonvicin, nominato nell'aprile del 2021 commissario straordinario per l'opera identificata con la sigla S-602 "Messa in sicurezza della strada statale 12 - Viabilità nuovo ospedale a Ravina".

«Ci è voluto parecchio tempo per far digerire questa soluzione - confessa il professionista - ma sebbene costi qualche milione in più a causa delle opere di isolamento idraulico vista la vicinanza del fiume è sicuramente una scelta migliore dal punto di vista paesaggistico. Un sovrappasso raddoppiato, vicino al futuro ospedale, sarebbe stato decisamente molto impattante».

Bonvicin era quasi pronto a mettere il progetto a gara, in tempo per consegnare l'opera entro i 45 mesi concessi nel momento della nomina a commissario straordinario. Ma una modifica della legge lo ha recentemente costretto alle dimissioni. È infatti proibito a un libero professionista che lavora anche nel privato assumere incarichi di commissario per l'ente pubblico, essendo questi parificati al ruolo di dirigente.

«Francamente a 50 anni non me la sono sentita di mollare tutto e a malincuore ho dovuto lasciare» spiega l'ingegnere.

La Provincia nella seduta di lunedì scorso ha così deciso di rimpiazzare Bonvicin con l'ingegner Gianfranco Cesarini Sforza, uomo che dopo una lunga carriera nell'ente pubblico è da un po' in pensione e quindi non ha problemi di incompatibilità. Inoltre è già commissario straordinario per un altro svincolo lungo la statale 12, quello che prevede il sottopasso ferroviario nella zona di Spini di Gardolo.

Nell'occasione, rilevata la complessità del progetto, che prevede la riprofilatura del torrente Fersina, la demolizione del sovraoppasso esistente con realizzazione di una viabilità provvisoria a lato, il collegamento con il ponte di Ravina, anch'esso in fase di abbattimento e ricostruzione, la realizzazione di una viabilità a servizio delle abitazioni, si è deciso di sdoppiare l'opera in due introducendo accanto alla S-602 la nuova opera S-1032 "Messa in sicurezza della statale 12 in corrispondenza dello svincolo di Ravina".L'altra novità formalizzata anche nella delibera della giunta provinciale è racchiusa in una parolina che ribalta completamente il progetto: sottopasso.

Il nuovo commissario Cesarini Sforza avrà 42 mesi a partire dal primo gennaio prossimo per concludere i lavori.

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