Violenza / La denuncia

Aggredita in Comune mentre lavora, la rabbia dei sindacati: “Gravissimo”. La donna salvata dalle forze dell’ordine

L’episodio è avvenuto nella serata di martedì e ha coinvolto un operatrice delle pulizie. Cgil e Cisl: “Il Comune deve garantire la sicurezza di chi lavora”. Chiesto un incontro urgente al sindaco Ianeselli

TRENTO. Nel tardo pomeriggio di martedì 30 marzo scorso una lavoratrice addetta alle pulizie del Comune di Trento è stata aggredita presso la sede di lavoro a Palazzo Thun in via Belenzani da un uomo che si era introdotto all’interno della sede comunale. Grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, allertate immediatamente dalla lavoratrice, l’aggressore si è dato alla fuga.

“Si è trattato di un atto grave - denunciano le sindacaliste della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl Paola Bassetti e Francesca Vespa - che, solo fortunatamente, non ha avuto conseguenze dirette sull’incolumità della lavoratrice. Lei in primo luogo, insieme a tutte le colleghe del cantiere, sono ancora sotto shock per quanto accaduto. Oltre a lavorare lavorare in condizioni difficili anche a causa della pandemia, oggi hanno anche paura. Doversi guardare le spalle mentre si è sul posto di lavoro non è accettabile”.

I sindacati non si capacitano di come sia stato possibile che, nel momento in cui anche nella nostra provincia vigono le massime restrizioni al movimento delle persone come prevenzione della diffusione del Covid-19, un individuo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, si sia potuto liberamente introdurre in un ufficio pubblico indisturbato.

“Chiediamo alle autorità comunali - incalzano Bassetti e Vespa - di intervenire immediatamente per garantire la massima sicurezza e la piena incolumità di tutto il personale, in particolar modo delle lavoratrici in appalto che operano in orari serali in cui gli uffici sono per lo più chiusi. Per questo abbiamo scritto al Sindaco di Trento per avere un incontro urgente in modo da condividere le misure urgenti ed indispensabili a tutelare le lavoratrici in appalto”.

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