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Pronto Soccorso, grido d'allarme

dei medici con una lettera aperta

di solidarietà al primario Ramponi

Lettera aperta con 29 firme sulla situazione al Santa Chiara

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«A seguito dei recenti eventi, non ultime le limitazioni funzionali e strutturali per le problematiche covid correlate, l’équipe del Pronto soccorso di Trento si trova in ulteriore difficoltà, e non è un caso se i due medici con maggiore esperienza professionale stanno facendo domanda di cessazione anticipata dal servizio o se i numerosi concorsi per assunzione di medici nel dipartimento di emergenza indetti dall’Azienda sanitaria negli ultimi due anni sono andati pressoché deserti. In queste condizioni, come peraltro già segnalato nel recente passato, sarà sempre più difficile far fronte al carico di lavoro richiesto mantenendo tempistiche, standard di qualità e di sicurezza adeguati». Lo si legge in una lettera aperta inviata dai medici del Pronto soccorso di Trento.

«Come professionisti ed esseri umani - prosegue la lettera - siamo sconfortati dal constatare che alcune persone, non solo oggi, sono così solerti nel far emergere e dare risonanza alle anomalie del servizio criticando l’operato dei medici e degli operatori, anziché focalizzarsi sulle reali difficoltà operative e sui motivi che ne sono alla base, strumentalizzando di fatto il nostro silenzio mediatico».

«In questa sede vogliamo chiedere a tutte le figure competenti coinvolte di prendere concretamente provvedimenti per fronteggiare una situazione che, se non adeguatamente corretta, rischia di diventare irrecuperabile, a scapito della salute di tutti, non solo della nostra condizione lavorativa», concludono i medici del Pronto soccorso.

«La notizia della condanna del dottor Claudio Ramponi da parte della Corte di Conti - si legge ancora nella lettera - ci ha profondamente colpiti e come équipe medica del Pronto Soccorso di Trento vogliamo esprimere la nostra solidarietà al Primario e ribadire la nostra stima per lui».

 

In allegato la lettera aperta


 

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