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Roncafort attende il nuovo parco

Rallentamenti e obiettivo agosto

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Un parco in ritardo e per di più con una incognita, quella della casetta per le associazioni e le realtà locali da realizzare al suo interno: stiamo parlando della nuova area verde in arrivo entro qualche mese a Roncafort.

Il cantiere sviluppato fra via Caneppele e via dell'Asilo, dicevamo, ha subito dei rallentamenti pesanti (la fine prevista dei lavori era per novembre 2019) per via di due varianti in corso d'opera e di qualche inclemenza meteorologica. Se non ci saranno altri intoppi - anche il Covid ovviamente non ha aiutato - il nuovo parco dovrebbe vedere la luce entro agosto, quindi entro 2, massimo 3 mesi. Arrivano invece novità non del tutto buone per la prevista casetta in legno da realizzarsi sulla falsariga della struttura presente da anni nel parco di Canova. L'anno scorso il pressing del consigliere comunale Paolo Castelli aveva infatti sbloccato il progetto, portando allo stanziamento della cifra necessaria per costruire la casetta in concomitanza con i lavori di realizzazione del parco e non, come era previsto inizialmente, in una fase successiva.

La «conquista» rischia però ora di arenarsi di fronte a delle problematiche sorte fra Itea e il Comune. Un impasse che potrebbe comunque sbloccarsi - la Circoscrizione di Gardolo lo spera - portando finalmente una sala civica e ulteriori spazi da usare anche per scopi didattici o educativi a Roncafort. Le prossime settimane pare saranno decisive a riguardo. Il tema peraltro è così sentito che il prossimo consiglio circoscrizionale tratterà già dell'eventuale gestione della casetta, un «salto in avanti» nella speranza che nel frattempo tutto fili liscio e che la struttura venga costruita. A tessere la rete, in questi giorni, ci ha pensato Gianna Frizzera, presidente della commissione Sport ma soprattutto residente di Roncafort in prima linea da tempo per riqualificare quei sedimi.

Si tratta, per ora, solo di una proposta: «vorrei che la gestione fosse assegnata a una realtà del territorio. Da una prima rassegna l'unica che potrebbe garantire la gestione risulta l'associazione Carpe Diem». Altre realtà del posto costituite da volontari (ad esempio l'associazione culturale Il Gruppo) non riescono infatti a sostenere con costanza un simile impegno. «Proporrò quindi al consiglio, se la cosa sarà in linea con le norme attuali, di proporre al Comune per la futura gestione l'associazione Carpe Diem» spiega Gianna Frizzera.

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