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Storie di quarantena: la festa

di laurea si fa sui balconi

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Storie di quarantena condivisa tra coinquilini e di feste di laurea «alternative» in tempi di coronavirus.

Le settimane passano e a condividere gli spazi sono non soltanto le famiglie ma anche i gruppi di coinquilini.

Come sta capitando a Simona, Micaela e Livia. Simona ha 26 anni: romana d’origine, sta svolgendo a Trento un master per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e – prima della serrata dei negozi non essenziali – collaborava con una libreria.

Micaela ha 50 anni, è originaria di Gorizia e fa l’infermiera a Trento: dal reparto ginecologico, dove lavorava fino a febbraio, è stata spostata – data l’urgenza e l’emergenza del momento – in rianimazione.
Livia, invece, ha 25 anni, di Roma anche lei, e si è appena laureata in Letterature euroamericane, traduzione e critica letteraria all’Università di Trento.

Condividono un appartamento a San Donà di Cognola.

«La convivenza va benissimo – ci raccontano tutte insieme – e ci siamo davvero organizzate bene: ci siamo suddivise gli spazi, facciamo ginnastica insieme ogni giorno nel salone di casa, chiacchieriamo, cuciniamo cose un po’ particolari, soprattutto dolci, e guardiamo film».
Questo nel tempo libero (tutto domestico, ovviamente). Per il resto si lavora e si studia.

Livia ha preparato la discussione della tesi di laurea, affrontata poi in modalità telematica (durata 20 minuti), tramite connessione sulla piattaforma Zoom: è stata un successo, 110 e lode. Per festeggiarla, le sue coinquiline hanno organizzato una festa a sorpresa. Le hanno preparato un goliardico vestito colorato e gonfiabile e una tradizionale coroncina d’alloro con foglie d’alloro recuperate alla meglio. Nei giorni precedenti, hanno distribuito nelle bussole della posta dei condomìni vicini l’invito a uscire sul balcone a far festa a Livia.

L’appuntamento era per le 16. Sui balconi del sobborgo sono comparsi palloncini colorati, cartelli, striscioni, scritte di auguri e una piccola folla festante. E si è brindato e mangiato a distanza, in allegria. Con un po’ di creatività e di altruismo anche le feste di possono riuscire, ai tempi del confinamento domestico.

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