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Il silenzio nelle piazze dei paesi

Solo persone in fila per la spesa

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Il latrato del pastore tedesco che fa la guardia poco lontano si diffonde e rimbomba tra i condomìni dove il silenzio regna in assenza del quotidiano inquinamento acustico (e non solo) causato dal traffico e dall’allegro, non inquinante, vociare dei bambini che si recano a scuola o giocano nel cortile del quartiere.

Abbaia forse sorpreso dallo strano silenzio o forse perché sente meglio il tramestio dei passi di qualcuno che non vede, ma transita trainato al guinzaglio da un altro cane.

E poi torna il silenzio... ogni tanto rotto da una solitaria automobile in transito sulla strada più trafficata che da Cognola scende in città mentre fino all’altro ieri rumoreggiava la quotidiana colonna continua. Anche gli autobus, diradati ed utili solo per un regolamentato servizio essenziale, non caricano passeggeri e sfilano vuoti perché le pensiline alle fermate sono deserte.

E continua il silenzio... così assordante anche se talvolta viene interrotto per qualche minuto da una musica, da una canzone, da un dibattito che esce da un appartamento perché all’inquilino è sfuggito il volume della radio o della televisione.

Nel silenzio si sentono a volte i pianti o i capricci di qualche bambino forse stanco di disegnare arcobaleni “ce la faremo” o di modellare pastapane. E chissà quanti adolescenti e giovani, fino a ieri “malati” di social e rintanati in casa, oggi si toglierebbero le cuffie per uscire - rimpiangendo i giorni in cui lo potevano fare - o per tornare volentieri a scuola.

Con la chiusura di tutte le iniziative culturali e sportive l’unico “spettacolo” al quale si può assistere su un territorio privo di aziende manifatturiere, di distributori, di officine si svolge nelle piazze. File sghembe delineate da persone che vanno a fare la spesa, che si recano in farmacia o dal tabacchino per acquisti, ma anche per sgranchire le gambe e per avere la scusa di uscire di casa.

Questo vale per le piazze di Cognola e Martignano, San Donà e Villamontagna dove sono dislocati i supermercati e altri servizi, essenziali per la vita quotidiana e sociale, non obbligati a chiudere. Persone in fila tra loro a debita distanza, appoggiate ai carrelli e... silenziose. Persone che con l’ #iorestoacasa hanno tempo da perdere, non devono inventarsi stratagemmi sul come saltare la fila alle casse o agli sportelli, sul come sveltire le operazioni di acquisto per andare a recuperare i figli dispersi in tante attività ludiche o per tornare a casa dove curare i famigliari magari anziani.

E il silenzio ristagna anche in queste piazze dove la gente senza un sorriso, dagli sguardi guardinghi che spuntano da mascherine magari “fai da te”, si interroga sulla durata di questo struggente silenzio causato dal Coronavirus.

E il silenzio regna pure nelle chiese dei dintorni. E il suono delle campane si è diradato in mancanza di celebrazioni. Probabilmente per la prima volta da quando le campane sono state appese ai campanili.
Pian piano, dopo la monotonia della silenziosa giornata, arriva anche a San Vito di Cognola la sera... e il silenzio si fa davvero assordante.

Giorgio Battocchio

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