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Troppe code a Spini

e i clienti scappano

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«Ormai siamo arrivati al punto che nel pomeriggio i clienti non vengono più»: a spiegarlo con rassegnazione è uno dei titolari delle tante concessionarie di auto presenti a Spini di Gardolo. E la ragione non è, come forse si potrebbe pensare in questi giorni, il coronavirus.

No, la causa è semplicemente il traffico bloccato. Tutti i giorni. «Entrare o uscire da Spini è quasi impossibile per via delle code in tre momenti della giornata: la mattina presto, in pausa pranzo e, appunto da metà pomeriggio in poi, quando ci sono le file più lunghe e durature». Il problema è noto ed è salito spesso agli onori delle cronache: l’area industriale di Spini, la più grande in Trentino, ha solo due accessi. Uno verso ovest, sulla rotatoria del casello di Trento Nord, l’altro ad est, con l’incrocio semaforizzato sulla statale che - assieme al passaggio a livello - costituisce un gran collo di bottiglia, sul quale si sono concentrate le attenzioni dei residenti e della Circoscrizione negli ultimi anni. Fino alla promessa recente, da parte del consigliere leghista Devid Moranduzzo, di inserire l’impegno economico nel bilancio della Provincia per una bretellina e un sottopasso di collegamento diretto alla rotonda Bermax, come da previsioni del Piano Regolatore nonostante il consumo di suolo non indifferente.

Ma ora quali sono le cause dell’ulteriore peggioramento della viabilità? A spiegarlo è ancora l’imprenditore, che vuole restare anonimo: «I fattori secondo noi sono tanti. Pesa la chiusura di via Palazzine, un intervento che però accoglie una richiesta giusta dei residenti. C’è poi il divieto di svolta a sinistra in uscita da via Ora del Garda, che obbliga i veicoli ad allungare il tragitto, andando fino alla Vetri Speciali per poi ritornare su via Bolzano. Sta incidendo di sicuro, almeno per noi, anche il nuovo distributore nei pressi del casello dell’autostrada. Molti automobilisti ne usano gli accessi in senso contrario, creando ulteriore caos. Ci sono poi sempre più ditte di logistica a Spini e la Vetri Speciali, che continua, per fortuna peraltro, ad assumere».

Prima dell’emergenza coronavirus che ha svuotato le strade in modo quasi surreale, la settimana scorsa le code avevano raggiunto livelli record. «In tangenziale la colonna arriva al cantiere dei nuovi svincoli di Trento Nord, mentre tutta via di Spini si blocca in entrambi i sensi dal casello dell’A22 alla statale. È una situazione quotidiana». L’effetto, dicevamo, è ormai tale da allontanare i clienti dai servizi di officina offerti dalle concessionarie dislocate nella zona nord della città. «Eppure fino al 2004 non era così. Non sono l’unico a pensare che qui si sia sbagliata la programmazione del Piano Regolatore, non è possibile dare a un’area industriale così grande due soli accessi». Fra le soluzioni proposte, oltre al previsto sottopasso per snellire i flussi verso est per il quale potrebbero volerci alcuni anni, c’è il potenziamento del trasporto pubblico. Oppure, ma qui restiamo in tema di piano regolatore, interrare la ferrovia della Trento-Malè per aumentare il deflusso dei mezzi. C’è infine la richiesta alle forze dell’ordine di attivare maggiori controlli: il riferimento è alle svolte vietate in uscita da via Ora del Garda e dal nuovo distributore, oltre che agli automobilisti che si intrufolano in via Palazzine. «Qui a Spini i vigili non si vedono mai» chiosa l’imprenditore.

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