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Alla sfilata di Carnevale

ci saranno solo tre carri

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Saranno solo tre i carri che parteciperanno sabato prossimo alla tradizionale sfilata di Carnevale in centro storico. “Sono pazzi questi Galli” e “Disco elidance Matarel” hanno già preso parte domenica scorsa al Carneval dei Matarei e verranno riproposti anche in città mentre il terzo, “Ice Panizza”, arriva da Caldonazzo.

Tre soli allestimenti, uno in meno rispetto allo scorso anno, a cui si aggiungeranno fortunatamente anche tre gruppi in maschera, uno proveniente da Lavis, uno prevalentemente gardoloto e uno misto composto da trentini e cembrani. I gruppi a piedi non avranno l’impatto del carro allegorico ma contribuiranno almeno a dare un po’ di colore e di allegria a una sfilata altrimenti sempre più povera rispetto al passato, quando c’era la coda per sfidarsi in piazza sul piano dell’ironia e della fantasia.

Il fatto è che fino a qualche anno fa una buona idea e la voglia di fare erano sufficienti per spingere un gruppo di persone a mettersi al lavoro. Poi la necessità di garantire minime condizioni di sicurezza ha imposto regole più restrittive e la necessità di collaudare i mezzi, che del resto devono fornire garanzie assolute alle decine di persone che salgono a bordo. Ma le difficoltà burocratiche hanno finito per uccidere lo spontaneismo e diventare un ostacolo. Enrico Faes, presidente della Federazione delle Pro Loco e collaboratore nell’organizzazione del Carnevale di Trento, allestito dal Consorzio Trento Iniziative in collaborazione col Comune, non vuole però dare la colpa alle scartoffie e preferisce vedere nei controlli il bicchiere mezzo pieno. «Sono necessari anche se è vero - spiega - che spesso diventano una barriera psicologica per i giovani che si spaventano di fronte a questi problemi. E così quando chi allestisce carri da trent’anni decide di smettere fa fatica a trovare qualcuno che ne prenda il testimone». Per far fronte a queste difficoltà le pro loco sono impegnate con serate informative e danno sul loro sito internet tutte le informazioni necessarie per destreggiarsi nella burocrazia. «È una fatica per chi fa formazione ma deve passare il messaggio che mettersi in gioco non è poi così difficile» dice Faes.

Della sfilata di sabato prossimo si occupa nello specifico Massimo D’Achille che, alla vigilia della manifestazione, lancia un appello: «Io credo che questa ritrosia sia un po’ figlia dei tempi e che nei giovani c’è meno voglia di condividere le emozioni di una festa popolare e di esserne in qualche modo protagonisti e questo è un peccato perché il Carnevale siamo noi, è una festa di popolo ed è necessario l’impegno di tutti perché diventi una grande festa. Già mi sembra di sentire - dice - i commenti della gente che sabato rimarrà delusa per i pochi carri in sfilata ma purtroppo, nell’epoca di social e telefonini, succede che i giovani non abbiano più la voglia di impegnare le serate nei due mesi che precedono la festa per lavorare alla realizzazione del carro. E così un momento coinvolgente come questo rischia di sparire».

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