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I ladri a "Trentino Solidale"

portano via anche il furgone

che serve a distribuire i pasti

La polizia locale ritrova il mezzo a San Donà

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Paolo Pedrotti @ladige

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1 minuto 24 secondi

AGGIORNAMENTO: Questa mattina la Polizia locale di Trento ha ritrovato il furgone che era stato rubato la notte tra giovedì e venerdì all’associazione Trentino Solidale. Il mezzo, con le chiavi lasciate nel cruscotto, è stato recuperato con la collaborazione dei vigili del fuoco nella zona dell’Orrido, a San Donà.


 

Se subire un furto è sempre spiacevole, metterlo a segno ai danni di una realtà di volontariato è se possibile ancora più vergognoso.
Eppure c’è evidentemente chi non si fa alcuno scrupolo: come ad esempio i malviventi che nella notte tra giovedì e ieri hanno colpito la sede di Trentinosolidale, la Onlus di viale Bolognini, danneggiando la struttura e andandosene a bordo di uno dei furgoni dell’associazione.
Come se non bastasse, non si tratta purtroppo di un episodio isolato: «È il quarto furto che subiamo negli ultimi due mesi - spiega sconsolato il presidente di Trentinosolidale Giorgio Casagranda - fortunatamente fino ad ora avevano portato via solo i pochi spiccioli presenti nei distributori automatici, anche se ogni volta avevamo dovuto affrontare le spese per risistemare gli infissi danneggiati. Questa volta, purtroppo, i malviventi sono andati oltre, rubandoci un furgone».


L’assessore Stefania Segnana esprime vicinanza e solidarietà all’associazione Trentino Solidale che ha subito un ennesimo furto la scorsa notte.
«Da sempre vicina ai più bisognosi, questa realtà è un vero esempio di come il volontariato può rappresentare un elemento che completa e rafforza i servizi erogati dall’ente pubblico», afferma Segnana.
Solidarietà ai volontari dell’associazione viene espressa anche dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder. «È sconcertante apprendere che un’associazione dedita in modo encomiabile e generoso al bene del prossimo debba subire ripetute incursioni di ladri nella propria sede cittadina», dice Kaswalder.

 

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