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Ha abbassato le serrande

il mitico bar Ariston

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Chiude le serrande un pezzo di storia della città. Sabato è stato l’ultimo giorno per il mitico Bar Ariston, fu Meeting, locale di riferimento per tanti anni per molti clienti in via 24 Maggio. È stato per lungo tempo il “bar del Da Vinci”, ma anche punto di ritrovo per giovani e non solo, grazie al clima accogliente e familiare che tutti potevano trovare. Da nove anni a gestirlo erano le sorelle Nadia e Daniela Pederzolli, con il socio Mario Filippi e con l’aiuto di quattro dipendenti, due fissi e due a chiamata.

«A malincuore - racconta Nadia - abbiamo deciso di alzare bandiera bianca e chiudere. Era la nostra casa e la casa di tanti clienti che ci hanno sostenuto in tutti questi anni: ci hanno perfino chiesto di poter organizzare una petizione popolare per convincerci a non lasciare. A loro, ci teniamo a dirlo, va il nostro grande ringraziamento per tutti questi anni insieme».

Tra i motivi della dolorosa scelta ci sono anche i lavori di viabilità nella zona: via Esterle è rimasta chiusa da agosto 2018 per oltre un anno, togliendo di fatto l’accesso principale a via 24 Maggio, tagliata fuori dal mercato del giovedì e quindi, nella sostanza, isolata pur essendo a poche decine di metri dal centro storico.

«La chiusura di via Esterle, ma anche i lavori in via Madruzzo sono stati una botta per noi: studenti e insegnanti, oltre agli aficionados non hanno mai smesso di frequentare l’Ariston, ma il calo di clienti c’è stato. Poi i costi d’affitto e l’esigenza di fare un po’ di lavori di rinnovo hanno pesato nella nostra decisione. Volevamo dare una bella ristrutturata al locale, ma con il calo di clienti non è stato possibile: abbiamo detto ai proprietari che eravamo disposti a investire sul locale in cambio di un aiuto sull’affitto, ma alla fine non se n’è fatto nulla. Peccato, ma ormai le serrande sono chiuse e ci portiamo via nove anni di splendidi ricordi e un rapporto speciale con le persone che venivano da noi».
La loro attività commerciale, comunque, proseguirà in un’altra zona della città.

«Abbiamo il Caffè Zurigo, che si trova al Bren Center, e i nostri clienti potranno trovarci lì. Certo, è un bar molto diverso perché tra Centro commerciale e città le cose cambiano».

Sul futuro del locale non è emerso nulla: alcune persone si sono fatte avanti, ma la palla è adesso ovviamente in mano ai proprietari che valuteranno cosa fare. Se ci sarà un altro bar o se gli spazi diventeranno un negozio lo si vedrà in futuro. Quello che è certo è che da sabato Trento è orfana di un altro storico locale, utile anche a qualificare una zona negli ultimi anni troppo spesso al centro di episodi di degrado.

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