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Lavori al viadotto dei Crozi

nuovo rinvio, il cantiere

partirà a primavera

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Alessio Coser @ladige

Tempo di lettura: 
2 minuti 27 secondi

Nuovo rinvio, si slitta da novembre «ai primi mesi del 2020», per l’intervento di manutenzione straordinatia al viadotto di Ponte Alto, punto nevralgico del traffico da Trento verso la Valsugana.

Ad annunciarlo è la Provincia che spiega di essere al lavoro per «perfezionare il cronoprogramma dei lavori, anche tenuto conto dei tempi preventivati per la valutazione della congruità delle offerte presentate dai concorrenti in sede di gara». I lavori sono finalizzati a consolidare il manufatto, che risale agli anni Settanta, e adeguarlo alle normative antisismiche: un intervento da 4 milioni di euro, cofinanziato con fondi europei, che richiede 540 giorni con almeno un anno e mezzo di chiusura parziale del viadotto.

L’ente pubblico, nella nota diffusa ieri, menziona anche i tempi di completamento del cantiere in corso per il sottopasso ciclabile a Ponte Alto, nonché gli aumenti dei flussi di traffico durante le festività natalizie (che peraltro erano prevedibili anche quando fu fissata la scadenza ora rivista).
Di là da queste valutazioni procedurali e di opportunità funzionale, ci sarebbe però anche una questione riguardante la prevenzione dal punto di vista del rischio idrogeologico sulla vecchia strada dei Crozi, destinata alla riapertura per ospitare la corsia del viadotto che resterà chiusa durante l’anno e mezzo di cantiere.

Per evitare il pericolo di caduta massi o di altri eventi dannosi, risulterebbe necessario intervenire con la posa di barriere specifiche, prima di utilizzare la vecchia arteria che corre lungo il fianco di pareti rocciose strapiombanti. Ulteriori opere di messa in sicurezza degli utenti dovrebbero poi essere realizzate successivamente, quando, conclusa la manutenzione del ponte, la strada dei Crozi sarà destinata a diventare la pista ciclabile che finalmente garantirà un collegamento fra Trento e la Valsugana. Tra qualche mese, dunque, da gennaio o forse più tardi (marzo-aprile), dipenderà appunto dagli eventuali lavori di posa di paramassi e altri dispositivi di sicurezza, scatterà il piano di viabilità alternativa, che prevede l’utilizzo per le automobili e altri mezzi leggeri della vecchia strada dei Crozi, fino all’imbocco della galleria, verso Pergine, in sostituzione della corsia del viadotto che sarà chiusa per consentire i lavori di adeguamento statico (vedi il box a destra). Sul ponte, che manterrà sempre una corsia percorribile, transiteranno invece i veicoli pesanti.

Si prevede un periodo più critico, di circa tre mesi, durante l’intervento sulla parte finale del viadotto, prima dell’ingresso nel tunnel. In questa fase le vetture dovrebbero utilizzare l’intero tratto della vecchia strada, fino alla Valsugana.

In ogni caso, l’impatto sulla fluidità del traffico dovrebbe essere contenuto, grazie alla via parallela, e quindi concernere sostanzialmente i rallentamenti fisiologici dovuti all’ingresso in un’area di cantiere, cosa che peraltro in parte avviene già oggi, data la presenza dei lavori di costruzione del sottopasso ciclabile. Per alleggerire la pressione su questo snodo «caldo» della viabilità provinciale, piazza Dante ha già annunciato la gratuità dei servizi ferroviari e su gomma tra Primolano e Trento in una serie di fasce orarie.

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