Il nuovo Museo degli Alpini inaugurato al Doss Trento con tante penne nere

Sul Doss Trento è stato inaugurato ieri il Museo nazionale storico degli Alpini, con l'alzabandiera e la deposizione di una corona in onore ai caduti. La cerimonia è proseguita con la sfilata, il taglio del nastro e la benedizione della struttura. Alla manifestazione erano presenti il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell'Ana con Maurizio Pinamonti e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini. "Si tratta di un momento importante per la comunità trentina - ha detto Fugatti - come dimostrano i tanti amministratori presenti. C'è un senso di appartenenza della comunità trentina a questo luogo, dove è forte il senso di identità".

Per il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, «qui si concentrano il culto dei caduti, la nostra identità e memoria». Il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero, ha ringraziato tutti gli alpini che qui si sono spesi e hanno lavorato da volontari, compreso Alessandro, di 88 anni, perché il messaggio forte che viaggia su quella penna nera e che distingue il corpo degli Alpini è «la capacità di fare». L'opera è stata completata in un solo anno, anche grazie allo sforzo di decine di alpini in congedo che hanno prestato la loro opera da artrigiani gratuitamente.

Ieri si è inaugurata però solo la parte esterna, il nuovo padiglione di 1200 metri quadri (prima erano meno di 300). L'interno è per il momento riempito da alcuni pannelli illustrativi: per vedere gli allestimenti completi, occorrerà aspettare la primavera.

LE IMMAGINI DELLA CERIMONIA - VIDEO

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