Sicurezza in città, via libera al «Daspo»

di Lorenzo Basso

Approvata nella tarda serata di ieri con 22 voti a favore, uno in più dell'indispensabile, la delibera che modifica il regolamento di polizia urbana in vista dell'applicazione del Daspo urbano previsto dalla legge promossa dal ministro dell'interno Marco Minniti. Le minoranze di centrodestra hanno abbandonano in massa l'aula, mentre la discussione è proseguita nell'ultimissima parte solo con gli esponenti della coalizione di maggioranza, quelli del Movimento 5 stelle ed il consigliere Eugenio Oliva (Progetto trentino).

Tra le proposte avallate dall'assemblea, prima che le opposizione lasciassero l'assemblea, vi è l'estensione dell'area di applicazione del Daspo a parte del quartiere di San Martino mentre nella zona sud già il sindaco aveva inserito la zona di Maso Ginocchio. Bocciati in blocco, invece, gli emendamenti presentati dalla Lega Nord in vista di un'estensione dell'area di applicazione dello strumento di sicurezza urbana a tutti i parchi cittadini e a tutti i quartieri a Nord di via Torre d'Augusto.

Al termine della discussione l'area di applicazione del Daspo risulta delimitata a Nord da via Torre d'Augusto (compreso il parco di piazza Dante), a Sud da via Monte Baldo, ad Ovest da parte di via Sanseverino e dalla ferrovia del Brennero e ad Est da via Piave, via Barbacovi, piazza Venezia e via Bernardo Clesio.

«Non abbiamo alcuna preclusione - ha precisato il primo cittadino Alessandro Andreatta sugli ordini del giorno e sugli emendamenti relativi all'allargamento dell'area - a votare positivamente le proposte ragionevoli, inserite nella legge o volte a migliorare la vivibilità nella nostra città e la coesione sociale».

Passa anche l'ordine del giorno presentato dal capogruppo Alberto Pattini (Patt) che impegna il sindaco a sollecitare il questore a ricorrere alla legge che prevede l'espulsione e l'allontanamento dai confini cittadini delle persone condannate in appello per spaccio, al quale il consigliere aveva vincolato la propria permanenza nella coalizione di maggioranza.

Sulla recinzione del parco di piazza Dante, il sindaco si è detto pronto a recepire la posizione del Consiglio comunale, «senza alcuna preclusione o ideologica». «Secondo gli accordi con il Commissario del Governo e il questore - ha aggiunto Andreatta - il tema verrà affrontato dal punto di vista tecnico nella prossima convocazione del Comitato di ordine pubblico».

Sul punto, tuttavia, Pattini ha chiesto che sia il Consiglio a decidere, e non il Comitato di ordine pubblico, e che si tenga conto della votazione dello scorso gennaio che ha già bocciato a larga maggioranza l'istanza più volte presentata nell'arco degli ultimi dieci anni dai consiglieri del centrodestra.

Non passano, invece, l'ordine del giorno firmato da Antonia Romano (L'altra Trento a sinistra) per la diffusione di volantini informativi multilingue sulle principali regole sulla sicurezza urbana e la proposta di attivare un nucleo cinofilo all'interno del comando di Polizia locale cittadino, richiesto da Civica trentina.
Nell'ambito del dibattito in aula, è inoltre tornata in discussione la proposta di schierare nelle strade del centro città l'esercito, ripresa dal consigliere Salvatore Panetta (Gruppo misto) e già avanzata dagli esponenti della Lega Nord, e quella di coinvolgere la magistratura nel coordinamento tra istituzioni in vista di un più efficace contrasto al degrado e alla repressione del fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti (suggerita da Stefano Bosetti, del Pd).

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