Nuovo governo, Renzi ha spiazzato il Trentino

Da ieri Matteo Renzi è ufficialmente premier. In mattinata il giuramento dei ministri. Lorenzo Dellai, intanto, è furente:  «Vorrei stare zitto perché le nostre aspettative evidentemente erano sproporzionate rispetto a quello che poi è uscito». Ma anticipa che voterà la fiducia: «È l'unico esecutivo possibile»I vostri commentiFiducia per necessità (Giovanetti)

di Daniele Battistel

dellaiDa oggi Matteo Renzi è ufficialmente premier. Nella mattinata di ieri il giuramento dei ministri. Lorenzo Dellai, intanto, è furente:  «Vorrei stare zitto perché le nostre aspettative evidentemente erano sproporzionate rispetto a quello che poi è uscito». Insomma, i popolari ci speravano fino all’ultimo di avere una poltroncina a Palazzo Chigi

 

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TRENTO - Non esulta il Trentino per il primo governo Renzi. Al di là del senatore del Pd Giorgio Tonini, che è uno dei sostenitori del neo premier, e che non può non parlare bene dell’esecutivo annunciato ieri sera al Quirinale, commenti scettici e attendisti da parte dei parlamentari locali.
E anche il governatore Ugo Rossi, che pure l’altro giorno aveva incontrato Renzi per le consultazioni, non si avventura in commenti entusiasti, anzi. Poche parole per il governatore, che si limita a dire di conoscere pochi dei nuovi ministri nominati da Renzi. «Prima di dare un giudizio sull’esecutivo - è il suo veloce commento - guarderò i programmi». Tra le uniche note positive la nomina di Graziano Delrio, neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, «che per noi è una garanzia».
L’unico, dicevamo, che dà già una valutazione positiva è Tonini. «È un governo di compromesso, ma non poteva che essere così - premette - Però di forte innovazione: per la prima volta ha metà donne, tanti giovani. È il segnale che Renzi vuole scommettere effettivamente sui giovani e sul cambiamento». Cosa succederà adesso «La vera prova del nove sarà la sua capacità di fare, ma ci sono elementi di certezza e di solidità come Padoan, che è una figura di sintesi perché è conosciuto a livello internazionale, ha una sua autorevolezza, ma ha anche una sua dimensione politica (molto vicino a D’Alema, ndr). Ora aspettiamo che nomini viceministri e sottosegretari».
Decisamente nervoso, Lorenzo Dellai. Che non fosse aria per lui e per i suoi «Popolari per l’Italia» lo si era capito da giorni, tanto che nel pomeriggio, ancora prima che Renzi salisse al colle, l’ex governatore trentino, pur smentendo il voto contrario al nuovo esecutivo, ribadiva alle agenzie: «Il nostro sarà un atteggiamento di responsabilità vincolato unicamente alla presenza nella proposta del governo delle ragioni politiche e programmatiche da noi ritenute imprescindibili per l’interesse preminente del Paese». A nomine avvenute la reazione di Dellai è tagliente: «Vorrei stare zitto oggi perché le nostre aspettative evidentemente erano sproporzionate rispetto a quello che poi è uscito». Insomma, i popolari ci speravano fino all’ultimo di avere una poltroncina a Palazzo Chigi. E ora? «Mi riserverò di valutare con i colleghi, ma mi pare di poter dire che non sia un grande governo per le riforme».

 

 

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