Rovereto / Commercio

Nuove chiusure di negozi in centro: ormai è fuga da corso Rosmini

Ai primi di aprile abbasserà le serrande la Saponeria, entro la fine dell'anno l'addio di Simonini calzature e della cartolibreria Rosmini. «Il Corso è cambiato enormemente e in peggio. Siamo passati dal periodo d'oro delle "vasche" in cui qui non camminavi, al deserto di oggi»

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di Giancarlo Rudari

ROVERETO. Si può tirare in ballo anche la nostalgia del passato (i famosi «bei tempi del Corso affollato per le "vasche"»), ma prima o poi bisogna fare i conti con la realtà. Che, purtroppo, è amara.

Oppure, se vogliamo essere proprio ottimisti all'ennesima potenza, ha un gusto agrodolce, con la preminenza del primo gusto sul secondo. Perché se da un lato c'è chi amplia la propria attività (la pasticceria Pasolli ha aperto anche una nuova gastronomia) e dall'altro chi cerca di resistere (la pizzeria Piccolo Fiore nella speranza, però, di riuscire a vendere se arriva l'occasione giusta) corso Rosmini a giorni vedrà spegnersi un'altra vetrina dopo l'addio qualche mese fa della pescheria Giorgio Mare.

Questione di poco e agli inizi di aprile (pare prima di Pasqua) chiude "La Saponeria" (ex supermercato Orvea).

La stessa sorte sarà riservata a breve, come annunciato nei giorni scorsi, anche alla cartolibreria Rosmini («attendiamo di finire la merce in negozio e nei magazzini») mentre il destino è segnato (con scadenza a fine anno) per lo storico negozio di calzature Simonini.

Le motivazioni non si discostano di un millimetro da quelle arcinote ed espresse già da chi ha fatto il grande passo, da chi se ne è andato dal centro storico a gambe levate chiudendo baracca e burattini.

A giorni rimarranno per sempre abbassate le serrande de "La Saponeria" (prodotti per l'igiene personale e la pulizia) che evidentemente non ha trovato nel centro cittadino la piazza ideale per fare business.

«Basta, anche per me è arrivato il momento... Sono in pensione e a fine anno chiuderò definitivamente. Abbiamo passato periodi difficili ma questo è drammatico...», racconta Patrizia Simonini, titolare del negozio di calzature sotto il condominio Venezia dal 1963. Con la sorella Eleonora, deceduta qualche anno fa, era subentrata al padre Vittorio che aveva aperto la prima bottega nel 1949 in via Mercerie.

«Il Corso è cambiato enormemente e in peggio. Siamo passati dal periodo d'oro delle "vasche" in cui qui non camminavi al deserto. La viabilità è caotica e cambia spesso, i parcheggi sono carissimi e per fare shopping si preferiscono i centri commerciali più comodi... Come si fa ad andare avanti in queste condizioni? Dispiace vedere Rovereto così» conclude amareggiata Patrizia Simonini.Non fanno salti di gioia nemmeno Diego Bona e Roberta Zeni della pizzeria Piccolo Fiore.

I tavoli all'aperto sono pronti ad accogliere i clienti ma loro non nascondono la volontà di cedere l'attività: «Beh certo, se capita l'occasione giusta... ma mi dica lei dove andare a cercarla».

Nel frattempo alla Piccolo Fiore (ex Haiti aperta mezzo secolo fa da Roberto Zeni) si attendono i turisti: «Speriamo che arrivino visto che noi lavoriamo soprattutto con loro. La clientela locale, quella serale per la pizza, viene a mancare perché la città è peggiorata. Dalle sei di sera - racconta Zeni - non vedi in giro nessuno e anch'io non mi sentirei tranquilla a fare due passi. Le difficoltà sono tante, i costi crescenti: intanto noi resistiamo. Che altro ci rimane da fare?»

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