Giustizia

Auto danneggiata dopo l'investimento del capriolo, fa causa alla Provincia

L'incidente era avvenuto sulla Destra Adige a Nomi. Il giudice ha rigettato il ricorso. Ora si confida nell'appello

NOMI. La strada è di tutti. E la fauna selvatica è patrimonio demaniale della Provincia. Ma se l’investimento di un ungulato ti distrugge l’automobile, ottenere un risarcimento è un’impresa. I numeri, manco a dirlo, sono impietosi: ogni anno in Trentino si registrano circa 500 investimenti di fauna selvatica, soprattutto ungulati. Una delle strade, almeno nel recente passato, più a rischio per incontri del «terzo tipo» è la Sp90, la provinciale Destra Adige. Tra Serravalle e Nomi, per capirci, in molti si sono scontrati con caprioli, camosci e cervi. E il numero è destinato a crescere perché in quota, nel frattempo, sono arrivati i lupi, predatori per antonomasia, che spingono a valle le potenziali prede.

La Provincia, in caso di incidente, ogni tanto risarcisce ma spesso si rifiuta. Ha infatti ha abrogato la legge del 1991 che provvedeva a staccare un assegno in automatico per i danni dovuti all'investimento di ungulati (caprioli, cervi, cinghiali). Il ristoro di quanto subito, adesso, è possibile solo provando la responsabilità dell'ente, per esempio per omessa segnalazione o recinzioni inesistenti.

Gli automobilisti, dunque, sono costretti ad adire le vie legali per rifarsi la macchina distrutta. E qui entra in ballo Nomi, paesino bypassato proprio dalla Sp90 che sovente viene «occupata» da selvaggina a passeggio in zone urbanizzate. Tra il 2021 e il 2022 i faccia a faccia tra uomo e animali si sono sprecati. E in due casi la povera bestia è morta. Al guidatore, però, i duemila e rotti euro di fattura del carrozziere non sono piaciuti. Tanto da portare in causa l'ente pubblico, il custode degli animali trentini. La Provincia, ovviamente, ogni volta prova a lasciare il portafoglio in tasca e quindi avanti con tribunali e giudici di pace chiamati a dirimere una questione che facile non è.

Per l’investimento mortale del 17 luglio 2022, il giudice ha dato ragione all’ente pubblico e il ricorso è stato rigettato. Per buona pace della giunta Fugatti che, in verità, ha sbolognato la patata bollente all'assicurazione, Lloyd's, che si è presentata al Follone ma che alla fine è riuscita a non sganciare un solo euro al danneggiato. Che non l’ha certo presa bene tanto da impugnare la sentenza che tra qualche mese sarà discussa nel tribunale di corso Rosmini.

Gli abitanti del bosco in circolazione, comunque, sono tanti e il 95% degli investimenti di ungulati avviene nel 30% delle rete stradale. Per questo, da tempo, si invoca la realizzazione di corridoi con passaggi verdi sopra o sotto le strade per consentire alla fauna di attraversarle. Scelte, queste, già diffuse in Germania, Francia e Scandinavia. Tornando al risarcimento, di solito si liquida il 70% fino all'ammontare massimo di 10mila euro.  N.G.

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