Ritrova il libretto postale facendo ordine nella casa dei suoi genitori: da 500 lire a 26mila euro

Il valore attuale è stato stimato dall'associazione cui la signora si è rivolta per avere il denaro. Ora agirà al fine del recupero della somma da Poste italiane e ministero dell'economia

ROVERETO. Sistemando la casa in Calabria dei suoi genitori, morti da poco, ha trovato un libretto postale ingiallito dal tempo. Per curiosità ha aperto quello che appariva come un reperto di un passato che sembrava remoto. La data era quella del 1959 e il saldo indicato corrispondeva a 500 lire. Una miseria si potrebbe pensare facendo semplicemente la conversione lire-euro. In realtà si tratterebbe di un piccolo tesoro. Quelle 500 lire dell'anno in cui a Cuba Fidel Castro guidava la rivoluzione e in America faceva il suo debutto la Barbie, nel 2026 varrebbero qualcosa come 26mila euro.

A fare la stima è stata l'associazione cui la donna, da tempo residente a Rovereto, si è affidata per cercare di recuperare il valore di quel libretto postale. «Il titolo ritrovato dalla signora - spiega l'avvocato Stefano Rossi a nome di "Associazione Italia - è stato stimato da un nostro consulente che ha valutato un rimborso, un commercialista, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento, di una cifra pari, complessivamente, a circa 26 mila euro».

Partendo dalle 500 lire del 1959 vengono calcolati gli interessi, gli interessi sugli interessi e anche la rivalutazione monetaria. Per capirci se con 100 lire allora si poteva acquistare un terreno che oggi ne vale 5mila, il valore attuale della cifra iniziale è pari a quello della seconda. «La donna - prosegue il legale che si sta occupando della causa - ha conferito mandato ai legali dell'Associazione Italia che si occupa, tra le altre cose, su scala nazionale ed internazionale del rimborso dei buoni postali, libretti bancari e dei titoli di Stato, di agire al fine del recupero della somma presso Poste italiane e il ministero dell'economia e delle finanze, obbligati in solido ad "onorare" tutti i debiti esistenti anche prima dell'assorbimento dell'istituto di credito emittente il libretto. Per quanto concerne la presunta prescrizione del diritto al rimborso, l'articolo 2935 del codice civile statuisce che "la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere".

Quindi, nel caso di specie, il giorno di decorrenza della prescrizione che è decennale comincia a decorrere dalla data del ritrovamento del titolo stesso (e diversamente non potrebbe essere visto che l'interessata prima di tale data ignorava l'esistenza del credito)». Per la signora i termini decorrono, quindi, dal gennaio scorso. L'associazione conclude con qualche dato statistico: «in Italia ci sono circa 10 milioni di titoli di credito "antichi" (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, eccetera non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c'è molta disinformazione anche da parte degli enti preposti al pagamento».

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