Pannoloni, “è un salasso da 600 euro”: il rifiuto prodotto a casa dagli anziani grava su molte famiglie
La consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari parla di peso eccessivo sull'economia domestica: “Si deve pagare per gettare i presidi sanitari dei nostri anziani”. A Rovereto il secco viene recuperato una volta alla settimana ma nel resto della Vallagarina il camion di Dolomiti Ambiente passa solamente due volte al mese
ROVERETO. La questione immondizia tiene banco da quando, ormai una ventina di anni fa, è stata introdotta la raccolta differenziata. Che, per gli amanti della storia, a dir la verità è figlia di una legge dello Stato del 1941 e regolamentava lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Il Dpr 915 del 1982, poi, introdusse il termine riciclo, emanando obblighi di raccolta, riuso e appunto riciclo di quanto gettato nei cassonetti. Negli anni Novanta del secolo breve, infine, è diventata obbligatoria su tutto il territorio nazionale ma, si sa, in Italia le imposizioni tardano ad essere recepite. Un po' alla volta, comunque, ci si è arrivati, da noi prima che altrove.
La raccolta diversificata spinta, ovviamente, mira a scongiurare la costruzione di un inceneritore, o termovalorizzatore che dir si voglia, per chiudere il ciclo dei rifiuti. A Rovereto, grazie a questo sistema, si è arrivati all'83% di immondizia tolta da potenziali discariche e questo grazie all'impegno di tutti. Anche se comporta sacrificio.
Ogni tanto, però, l'ente gestore - Dolomiti Ambiente, che oltre alla città della Quercia adesso si occupa di raccolta e smaltimento di tutta la Vallagarina, compresi gli Altipiani Cimbri - introduce delle novità che scatenano proteste e malumori tra gli utenti. Non da ultimo il mastello per il rifiuto secco al posto del sacco grigio per altro adottato solo un lustro fa.
Ma c'è un'altra spesa che grava sulle famiglie e, attenzione, si parla di 600 euro all'anno in più da mettere sul conto domestico alla voce ambiente: i pannoloni degli anziani, non riciclabili e dunque a carico dei cittadini come extra rispetto alla bolletta fissa, materiale da buttare che finisce appunto nel bidone obbligando a raccolte multiple e dunque ad un aggravio di spesa.
A sollevare la questione è la consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari. «In tema di rifiuti porto all'attenzione una questione che riguarda tutta la Vallagarina: i pannoloni degli anziani. La raccolta ogni quindici giorni del secco, quindi anche dei pannoloni, come avviene in Vallagarina (mentre a Rovereto e Trento, per esempio, è settimanale) come può essere compatibile con il mantenere a domicilio gli anziani? In Vallagarina fino a dicembre 2025 il passaggio settimanale su richiesta poteva avvenire gratuitamente nel caso una famiglia con anziano in casa avesse avuto bisogno. Da gennaio 2026 può avvenire solo a pagamento, con una spesa che può raggiungere anche i 600 euro all'anno, come ha risposto Dolomiti Ambiente ad una mia specifica domanda. Ma come fa una famiglia a tenersi in casa i pannoloni di due settimane ed è giusto paghi così tanto per avere uno smaltimento più veloce? Mediamente se ne usano tre al giorno e possono arrivare a pesare anche un chilogrammo l'uno. Un peso considerevole oltre ovviamente alle problematiche connesse alla convivenza con questo genere di rifiuti.
È un tema importante, che impatta sulla gestione a domicilio di un anziano. Ci sono così notevoli disparità di trattamento in Trentino che sono assai poco giustificabili ma che vanno affrontate, se si vuole essere coerenti con le scelte, corrette e condivisibili, che mirano a mantenere il più possibile l'anziano a casa sua».
Il caso pannoloni si trascina da tempo. Non solo per il salasso a carico delle famiglie ma anche per la gestione di questo rifiuto in casa. Prima dell'introduzione della mastella (che partirà con febbraio) si devono infatti infilare nel sacco di nylon che, ahinoi, si rompe.
La questione ha tenuto banco spesso in consiglio comunale ma adesso, come detto, si riflette anche sulla Vallagarina che deve fare i conti con la metà dei passaggi dei camion raccolta oppure, come ricorda la consigliera Parolari, con l'obbligo di mettere mano al portafoglio se si vuole un secondo passaggio.