Immobili

Ex Anmil: bastano 900mila euro per comprarla

Al Bosco della Città c’è l’eterna incompiuta che nei decenni è diventata un ecomostro. Ora è sul mercato ma trasformarla in qualcosa di utile resta un problema. Il Comune voleva demolirla e restituire i 35mila mq a bosco, ma la tutela della nidificazione degli uccelli protetti e il diritto d’autore hanno fermato le ruspe

ROVERETO. Qualcuno parla di ecomostro, altri di opportunità edilizia in un contesto naturale - siamo nel Bosco della Città, collina di Roverereto - ma dagli anni Sessanta è ferma, incompleta e, soprattutto, vuota. L'ex Anmil, però, è in vendita. Patrimonio del Trentino, di fatto, è stufa di avere a bilancio un compendio che, diciamola tutta, non serve a niente. E così quell'ampio spazio - stiamo parlando di 35mila metri quadrati - è in vendita.

Per anni si è cercato di trasformarlo in qualcosa di utile per la comunità ma alla fine non si è fatto niente: la politica non ha deciso e non ha voluto rischiare. Il sito lo si può acquistare con meno di 900mila euro (un lustro fa si è provato a vendere il posto per 2,5 milioni di euro ma a nessuno interessava) ma il problema è lavorarci. Perché la strada di accesso è una sola e passa inevitabilmente per piazza Rosmini. Il via vai di camion, insomma, scatenerebbe un inferno dal punto di vista delle proteste. Al di là di tutto quello spazio piace. «Abbiamo avuto contatti con aziende del Nord Italia che hanno chiesto informazioni. Per farci cosa non lo so ma è positivo che qualcuno sia interessato», taglia corto il presidente di Patrimonio Sergio Anzelini.

Certo, la location non è facilmente raggiungibile dai mezzi pesanti delle imprese edili tanto che, alcuni anni fa, l'allora assessore comunale all'urbanistica Maurizio Tomazzoni calcolava in 20 milioni di euro la spesa necessaria per rendere funzionale il luogo. In realtà la politica, da tempo, sostiene che abbattere tutto e restituire il bosco al bosco sia la soluzione migliore ma, giustamente, il legittimo proprietario vuole vendere al miglior offerente. Di cosa accadrà dopo se ne occuperà l'acquirente.«Il sito è di proprietà di Patrimonio del Trentino e deciderà questa società cosa farne» hanno sempre sostenuto i vari assessori comunali. Da un punto di vista pratico, però, dopo svariate suggestioni resta la cruda realtà: i cementi di quel sogno per invalidi da curare mai realizzato in collina invecchiano e la struttura è difficilmente recuperabile. Abbatterla? «Sarebbe l'unica soluzione ma costa molto e soldi, al momento, non ce ne sono», ribadisce l'attuale assessore ai lavori pubblici Carlo Fait.

In passato l'ex Anmil era finita in una ridda di progetti mai messi su carta: demolizione, accademia della lirica, clinica sanitaria con tanto di cremagliera per raggiungerla, studentato per gli universitari, dependance del Mart. Risultato? Niente. E proprio l'ex Anmil è la vera eterna incompiuta. Costruita in epoca d'oro e poi abbandonata a se stessa di quando in quando entra nel dibattito in consiglio comunale. E Patrimonio del Trentino, da oltre un lustro, ha in serbo la sua demolizione ed ora l'ha messa in vendita: a cosa farne, come detto, ci penserà il compratore. Che potenzialmente c'è.

O quanto meno ha un interesse pur facendo slalom tra i contrattempi attirati come la calamita dal compendio: la nidificazione di uccelli protetti e il diritto d'autore legato al progettista. E questa, la tutela artistica, è l'ultimo piombo: la struttura progettata dall'ingegner Luciano Perini è «interessante».

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