Crimine / Il caso

Baby gang a Rovereto: identificati e denunciati dalla Polizia i due ventenni trentini protagonisti del pestaggio di un uomo

Una settimana fa la brutale aggressione: il passante cercava di difendere una ragazza, è stato colpito alla testa da dietro e poi preso a calci per terra

di Nicola Guarnieri

ROVERETO. Sono stati individuati e denunciati all'autorità giudiziaria i due giovani che una settimana fa hanno aggredito con violenza un uomo di 46 anni su corso Rosmini, a due passi dall'Urban City.

È stata la volante del commissariato di polizia di via Sighele a scoprire, grazie alla collaborazione dei cittadini e alle immagini della videosorveglianza, i due ragazzi che hanno malmenato l'uomo, apparentemente senza alcun motivo, mandandolo all'ospedale con ferite gravi.

Diciamo subito che i due aggressori hanno 18 e 20 anni e sono trentini residenti nei dintorni di Rovereto. Stavolta, insomma, gli stranieri non c'entrano.

Rimane però il fatto inquietante che, grazie al lavoro certosino di ricerca della volante della polizia, ha fatto in modo che, in pochissimi giorni, fossero annotati sul taccuino i nomi e i cognomi di persone che saranno processate in tribunale.

Tornando ai fatti, il malmenato, dalle prime ricostruzioni, avrebbe tentato di consolare una ragazza in lacrime ferma alla fermata dell'autobus. Si tratta di un manutentore, dipendente dell'Azienda sanitaria provinciale, di 46 anni, di origine ucraina ma con cittadinanza italiana. Sarebbe stato colpito alla testa da dietro, all'improvviso e senza un apparente motivo, e poi, una volta caduto a terra, preso a calci. Soccorso, è stato dapprima trasportato al pronto soccorso del Santa Maria del Carmine e successivamente trasferito al Santa Chiara di Trento dove ha dovuto subire un intervento per sistemare i traumi al volto.

Le forze dell'ordine sono state chiamate da alcuni passanti ma non hanno fatto in tempo a fermare nessuno degli aggressori.

Le indagini successive delle volanti del commissariato, però, sono riuscite in pochi giorni a risalire agli autori del misfatto che saranno giudicati a palazzo di giustizia. Resta comunque la preoccupazione per episodi di violenza che avvengono in pieno centro in serate affollate di gente, non sempre così gravi ma ripetuti.

L'intervento della polizia, insomma, ha dimostrato ancora una volta che le risorse, ancorché poche (ma il questore Francini ha assicurato un ampliamento dell'organico), sono comunque valide e in grado di raggiungere gli obiettivi. Certo, resta fondamentale la collaborazione di tutti per reprimere i reati ma soprattutto per prevenirli.

E da tempo la zona intorno a corso Rosmini è in balia di giovani che si dilettano menando le mani. Un fenomeno, però, di cui dovranno per forza occuparsi le politiche sociali affrontando la questione di petto.

Intanto l'altro giorno è sceso a Rovereto il questore per sincerarsi di quanto sta accadendo nella città della quercia. E ha invitato tutti a non prendere sottogamba il fenomeno baby gang. Ha pure annunciato l'ampliamento dell'organico del commissariato di via Sighele e, nel frattempo, ha chiesto e ottenuto i rinforzi delle squadre anticrimine di Verona e Milano che pattuglieranno i luoghi sensibili dell'urbe per tre giorni a settimana.

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