Rovereto / Il caso

Da un mese senza tetto e ascensore, dopo l'incendio alla palazzina Itea

I disagi alle famiglie residenti nel complesso di via udine: molti fanno fatica a salire le scale. «Siamo preoccupati anche per la pioggia, sul tetto ci sono ancora i teloni». Il presidente Ghirardini: il nuovo ascensore arriverà fra un mese e poi servirannno 40 giorni per l'installazione

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di Nicola Guarnieri

ROVERETO. É passato un mese da quel terribile incendio che ha fatto sparire dallo skyline della città il caratteristico tetto verde di uno dei due condomini gemelli dell'Itea in fondo a via Udine.

Il 6 marzo, infatti, un rogo scoppiato all'alba nelle soffitte lo ha incenerito. Così come è stato ridotto in cenere tutto il materiale che era custodito negli spazi ricavati proprio in cima alla palazzina che si erge di fronte alla piscina comunale.

I sedici nuclei familiari sono stati evacuati per permettere l'intervento e la messa in sicurezza dello stabile ma poi hanno potuto rientare nelle rispettive abitazioni.

Da allora, però, tutto è rimasto praticamente uguale: assi di legno e nylon al posto della copertura ma, soprattutto, l'ascensore fuori uso. E lo resterà ancora per un altro mese e mezzo. Un disagio che sta pesando molto sugli inquilini, alcuni dei quali vivono da soli e altri sono ospiti degli appartamenti protetti di Villa Maria.

Persone, per capirci, che si sono isolate nei propri alloggi e che devono affidarsi al buon cuore dei vicini. Che, per fortuna, non difetta di certo visto che, in attesa della manutenzione da parte delle ditte incaricate dall'Itea, si alternano per aiutare chi ha grosse difficoltà di deambulazione. Come un ragazzo che vive al quinto piano e che, in condizioni normali, sfrutta proprio l'ascensore per uscire di casa. I genitori hanno più di 70 anni e fanno fatica pure loro.

«Ci si aiuta tra vicini. - conferma Giulia Nistri, vigilessa dal fuoco che il giorno dell'incendio si è prodigata per salvare gli altri abitanti che rischiavano di restare intrappolati - A turno ci si offre per fare la spesa, per dare una mano altrimenti è dura». Altri inquilini, invece, si rammaricano per i ritardi.

«Da un mese siamo senza tetto e senza ascensore. Siamo preoccupati per eventuali temporali primaverili ma pure per chi non ce la fa a fare le scale. Abbiamo sollecitato l'Itea, sono venuti per un sopralluogo ma ci hanno detto che tutto è da rifare, sia il tetto che l'ascensore visto che si è bruciato il motore ma è fuori uso pure la cabina. Purtroppo ci hanno parlato di un altro mese e mezzo prima di rimettere tutto a posto».

Insomma, dopo il provvidenziale intervento dei pompieri, che il 6 marzo hanno di fatto salvato il condominio, resta ora l'amaro in bocca per la lentezza del ripristino. Del quale il proprietario, l'Itea appunto, ha poco margine di intervento visto che attende i materiali ordinati.

«Noi ci siamo mossi subito - conferma il presidente Salvatore Ghirardini - ma siamo legati agli ordinativi. Per quanto riguarda il disabile che abita al quinto piano è stato affidato ad un appartamento del Comune perché il suo non risulta più sbarrierato proprio per l'assenza dell'ascensore.  Che è stato molto danneggiato dal fuoco e va sostituito.
Ovviamente quello nuovo l'abbiamo già ordinato un mese fa ma servono 60 giorni per averlo e altre 4 settimane per la messa in funzione. Da parte nostra stiamo programmando i lavori di ripristino e, contestualmente, stiamo facendo delle valutazioni per il caseggiato».

Ad accorgersi del rogo, quella terribile mattina, è stata una donna che vive al quarto piano e che ha urlato e bussato alle porte dei vicini per avvertirli. In quei momenti sulla statale 12 che scorre poco distante stava passando un infermiere diretto al lavoro, Federico Riccadonna, vent'anni e vigile del fuoco volontario a Riva. Il suo intervento è stato fondamentale.

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