La pandemia presenta il conto Quattro milioni per il Comune

di Nicola Guarnieri

Gli effetti economici della pandemia sul Comune di Rovereto sono stati pesanti. Per mitigare la catastrofe di famiglie, commercianti e imprenditori le casse di palazzo Pretorio hanno infatti rinunciato a quasi quattro milioni di euro. Un «ammanco», si badi bene, dovuto ai mancati introiti derivanti da sgravi fiscali, canoni di affitto e altri tributi abbonati, e agli interventi per mettere in sicurezza gli uffici pubblici. Una parte di questo «rosso», però, è coperta dall'aiuto statale - arrivato attraverso la Provincia - che ha portato una boccata d'ossigeno da quasi due milioni, la metà delle perdite.

Per entrare nel dettaglio, la manovra messa in campo per contrastare gli effetti devastanti del coronavirus sui portafogli dei cittadini ha convinto il Comune a rinunciare quest'anno a 1 milione 583 mila euro di entrate ai quali vanno aggiunti 2 milioni 161.316,47 di maggiori spese.
Per quanto riguarda la rinuncia a balzelli e dintorni, piazza del Podestà ha perso 350 mila euro per le agevolazioni Imis (dettate soprattutto dal lockdown) e 240 mila per Tosap e imposta sulla pubblicità azzerata in quanto, appunto, la città è rimasta chiusa a lungo.

Anche gli asili nido e le scuole materne hanno influito pesantemente sul bilancio. La rinuncia a parte delle rette e ai costi della mensa ha tagliato 553 mila euro e altri 129 mila sono spariti per mancate locazioni e concessioni.
La sua parte, in quanto ad incassi azzerati, l'ha poi fatta la strada nel senso che, non circolando veicoli, si sono registrate meno multe e violazioni per 250 mila euro. Infine, 61 mila euro sono venuti meno dai biglietti per gli spettacoli teatrali.

In merito alle spese extra sostenute per non finire nel baratro, 20mila euro sono serviti per la pulizia e gli interventi di sanificazione delle vie e delle piazze e altrettanti per l'acquisto dei dispositivi di protezione personale. Anche alla voce «uscite», poi, il Comune è costretto a registrare 245 mila euro in meno per la concessione gratuita dei parcheggi di superficie. Questi denari erano destinati ad Smr ma la cifra sarà pareggiata con maggiori trasferimenti dall'erario municipale.

La sanificazione degli uffici pubblici, che sono tanti, è invece costata 234.100 euro e un'altra tranche da 14.406 euro è servita per i Dpi. Per gli altri acquisti, infine, si è pagato 8 mila euro per le sedie di Cinema Estate, 6 mila per i beni di prima necessità, 9.500 per la sanificazione della Protezione civile, 580 mila per il pagamento della tassa rifiuti a imprese e famiglie in difficoltà, 5 mila per le attività scolastiche all'aperto, 85 mila per far ripartire le società sportive dopo il lockdown, 25 mila per il contributo extra all'Agenzia dello sport, 50 mila per adeguare le strutture ricettive, 168 mila per la manutenzione delle attrezzature nelle scuole d'infanzia, 10 mila per i vigili del fuoco volontari, 126.300 per la sistemazione del verde pubblico, 360 mila per la gestione degli alloggi protetti, 110 mila per il sostegno all'occupazione e 85 mila per adeguare gli edifici scolastici.

Lo Stato, come detto, ha contribuito con stanziamenti straordinari dimezzando le «perdite» e comunque, con trasferimenti tra le voci dei vari capitoli, il bilancio riesce comunque a pareggiare. Rimane ovviamente il conto salato che testimonia la gravità della pandemia anche sul fronte economico dell'pubblico oltre che, ovviamente, su famiglie e imprese, commerciali e non solo.

comments powered by Disqus