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Arcivescovile, un contagiato

Una classe in quarantena

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Una classe prima del liceo linguistico dell'Arcivescovile, da oggi, starà a casa in quarantena. Uno dei 16 ragazzi del Lia, infatti, è stato trovato positivo al Covid-19 sabato ma le famiglie dei compagni di classe ne hanno avuto comunicazione solo ieri pomeriggio. E senza che l'Azienda sanitaria le invitasse a sottoporsi a tampone. Ma questa, si badi bene, è la procedura stabilita dal governo. Il risultato, comunque, è che i ragazzi, da oggi fino al 24 ottobre, seguiranno le lezioni da remoto mentre mamma, papà ed eventuali congiunti continueranno a vivere la propria esistenza come sempre. «Nulla in contrario contro la didattica a distanza - racconta un genitore - ma mi piacerebbe sapere se posso continuare a lavorare. La scuola ci ha informato del lockdown via posta elettronica ma, a parte gli studenti che se ne stanno a casa e si collegheranno a distanza per seguire i professori, per chi è stato loro vicino non si fa niente».

Insomma, per un 14enne trovato positivo tutti se ne staranno lontani dal Lia dell'Arcivescovile ma senza sapere se sono portatori sani del virus. «Al ragazzo in questione è stato fatto un tampone che è risultato positivo e, per precauzione, tutta la classe con lunedì (oggi, ndr) sarà in quarantena volontaria. Tra l'altro ci informano oggi (ieri, ndr) che da domani tutti a casa per un positivo riscontrato il giorno prima. Mah...».Per i congiunti, contesta più di una famiglia, non è previsto alcun tampone da parte dell'Azienda sanitaria provinciale. Certo, qualcuno ha già detto che si rivolgerà a privati per capire se sia venuto in contatto con il Covid ed evitare, quindi, la vita sociale. Il lavoro soprattutto.

Nel frattempo la Provincia, ieri pomeriggio, ha tracciato il bilancio quotidiano dei contagiati. È emerso che sono stati eseguiti oltre 800 tamponi che hanno riscontrato meno di una cinquantina di positivi con la nota benaugurante di nessun decesso anche se sono aumentati i ricoveri ospedalieri. I nuovi positivi registrati ieri, comunque, sono 48 e fra loro c'è anche un bambino con meno di 6 anni che si aggiunge ad altri 3 minorenni fra i 6 ed i 15 anni. Ci sono anche 8 casi fra over 70. I pazienti finiti in corsia sono invece saliti a 42 ma nessuno è stato ricoverato nei reparti di terapia intensiva del Santa Chiara e del Santa Maria del Carmine.

Infine, sono in corso approfondimenti per le conseguenze di contagi che interessano bambini e ragazzi in età scolare anche se si registrano il rientro in presenza di quattro classi che hanno terminato il periodo di isolamento. La «new entry», però, riguarda una delle prime classi del Lia dell'Arcivescovile che, come detto, con oggi, per una settimana, seguirà le lezioni a distanza. Con le dita incrociate per parenti e amici che, fino a ieri, hanno incontrato e che, teoricamente, potrebbero essere contagiati.

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