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Interramento della ferrovia

Dai verdi ok alla Provincia

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Continua ad animare il dibattito cittadino il progetto, rilanciato la scorsa settimana dal presidente del Trentino Maurizio Fugatti, di interrare la ferrovia dallo stadio Quercia alla rotonda della Favorita. Una grande opera da 400 milioni e otto anni di lavori. Tra chi ha risposto con entusiasmo (il candidato sindaco per il centrodestra Zambelli e i rappresentanti delle liste della coalizione) e chi l'ha bollata come un'ennesima boutade senza futuro (il sindaco uscente Francesco Valduga) si inserisce oggi anche la posizione dei Verdi, per i quali storicamente quello della viabilità e dell'infrastrutturazione di Rovereto è un cavallo di battaglia. «Come altre volte il sindaco la butta in caciara, dichiarandola poco concreta visto che non scaturisce dalle sue volontà - commenta il capogruppo in Consiglio Ruggero Pozzer -. Parliamo della proposta, indicata dalla giunta provinciale, di interrare la ferrovia nel suo passaggio cittadino. Un'idea che non nasce certo ora, ma che fa parte da molto anche del bagaglio propositivo dei Verdi».

«Anche poche settimane fa - ricorda Pozzer - nel documento trasmesso da mio gruppo al Consiglio comunale, tra le idee per rilanciare Rovereto, è ben esposto quanto segue: "Il comune di Rovereto dovrebbe essere tra i protagonisti per realizzare il trasferimento del trasporto delle merci dalla gomma al ferro, in quanto la ferrovia non genera inquinamento atmosferico, con il conseguente miglioramento della qualità della vita dei cittadini. I Verdi di Rovereto ritengono opportuno l'interramento della ferrovia nella tratta da zona stadio alla zona casello Rovereto Sud. Tale opera produrrebbe i seguenti vantaggi: ricucitura del tessuto urbanistico con i quartieri di Sacco e S.Giorgio e il polo della Meccatronica; drastica riduzione dell'inquinamento acustico nel centro cittadino; riduzione del rischio dovuto al trasporto di merci pericolose».
«Una volontà - sottolinea Pozzer - che appare chiaramente dirimente nel risolvere tanti problemi della nostra città. Non certo facile nel suo compimento ma ricordiamo che i treni, se vi è volontà, si interrano anche sotto i mari. A Trento analoga proposta è stata avanzata e nonostante i livelli di falda di Adige e Adigetto siano molto più prospicenti all'eventuale cantiere. A Rovereto il corso ferroviario è molto distante dall'Adige e ciò facilita tale ipotesi. Può apparire fuori luogo per i Verdi assecondare proposte di una giunta provinciale leghista, ma quando l'idea è buona e giusta la condivisione è conseguente. Analoga condivisione che non può essere rivolta verso l'attuale amministrazione roveretana, capace di sminuire l'altrui pensiero pur non essendo in grado di proporre e compiere alcuna valida idea per la città».

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